domenica 21 dicembre 2008

Tentativo di Riconnessione in Corso

Le trasmissioni saranno riprese il più presto possibile.

Il mio blog un po' è morto, me ne rendo conto. Ci sono nuove cose in arrivo, cose importanti e MIE e ci sono cose vecchie che non ci sono più.
Aspetto il 2009 per dargli una nuova pelle.

Intanto
cerco posaceneri con Pippo e pezzi di telefoni pubblici. Perdo ali in macchina e vedo ragazze con la testa che si scioglie in cocktail. Puzzo di sigaretta ma non fumo, ho ricordi annebbiati, accompagno persone a casa come un taxista zen. Ho visto una morta risorgere e ho ceduto allo squallore almeno tre volte in vita mia. La mia famiglia riceve regali riciclati per Natale, il mio cane non c'è più ma continuo a vederlo. Non sono torinese ma ho ricordi torinesi. C'è un grattacielo a Milano che mi guarda ogni notte, un bacio tra ragazze che non sa di niente. Incontro solo persone con i capelli neri o rossi. Ieri notte uno specchietto retrovisore aveva la barba e le cose, in uno specchietto retrovisore, possono apparire più vicine di quello che sono. Ciao.

domenica 9 novembre 2008

Come Andare in Bici


- È arrivato Massimiliano
- Si va
- Alice?
- Con Fabry

- Lo Zoe?
- Andiamo da Piazza Napoli
- Ho bisogno di una banca
- Ho bisogno di Bianca
- Come va con lei?
- Ale come va, la sento su msn, skype, ma quando è in giro si vergogna
- Di cosa?
- Del lato di lei che gli altri non vedono, ma io vedo
- I miei amici si chiamano tutti Ale
- Di là
- È Fabry
- Vai dalla barista e dille che sei amico di Canale
- Di chi?
- Di Channel83, di albert h.
- Che lei odia
- Che lei odia
- È la Vale
- Stasera vi portiamo Jude Law
- Ale dice che c'è anche Ale, veniamo io, Ale e Jude Law

- Ma che musica fanno allo Zoe?
- Sentirai
- Alla fine vengo qui da quando stavo con Gaja
- Cazzo saranno dieci anni, Ale
- Guardaroba
- Guardaroba
- È il terzo timbro sulla mano destra, non ho più spazio
- Un Vodka Redbull
- Due Vodka Redbull
- Hai visto la barista coi capelli rossi e il tatuaggio sulle tette?
- Ale, no
- Questa è la sala System of a Down
- La Lolla ci prova con il tipo alto e bianco
- La Vale è già aggrovigliata con uno nero, e non hanno ancora abbassato le luci
- Sono gli anni 80
- Da dove viene quel fermimmagine? Vi dò tre secondi
- I Guerrieri della Notte
- Non passano mai di moda i Guerrieri della Notte
- Aspetta, ma il cattivo si chiama Sylar come quello di Heroes, geniale non me n'ero mai accorto
- Non credo che fosse Sylar, era più tipo Cyrus
- È uguale
- Sono tutti vestiti come Steven Tyler all'inizio della carriera
- E come la prostituta minorenne di Slash
- Trixie qualcosa
- Ma sono costruiti anche loro
- No. Sono sinceri e sono brutti per questo mi piace venirci, non ho niente da dimostrare qui
- Ma noi siamo anni 90
- Gli anni 90 sono di moda
- Tre Vodka Redbull
- Le patatine dello Zoe. Mi piacciono le patatine dello Zoe
- Stasera non c'ho la macchina fotografica
- Quella è la tipa che ti ha fatto leccare la spalla, Ale
- Leccare la spalla
- Ti porto in un posto così a Berlino, però con gente bella
- A me piace la gente brutta qui
- E la tipa che balla al palo che sembra una cinquantenne
- E la tipa che balla al palo che sembra una cinquantenne, sì
- Andiamo di là
- Quattro Vodka Redbull
- Vado in bagno
- Andiamo di là
- Karma Chameleon? Non ci credo
- I Guns
- Siamo dentro Guitar Heroes, Ale
- Siamo dentro Guitar Heroes, Ale
- Cinque Vodka Redbull
- Long Island?
- No. Grazie, Massi, no
- Io sono cresciuta con questa musica
- Sei cresciuta allo Zoe?
- Noi andiamo
- Un bolide
- Diamine
- Divora
- Andiamo di là
- Ilaria non c'è
- Ilaria dov'è
- Ilaria è mia moglie
- Sei Vodka Redbull
- Non mi toccare il tatuaggio che l'ho appena fatto, cazzo
- Sette Vodka Redbull
- Un long island?
- No, grazie, grazie, no
- Sala System?
- Sala fumatori
- Patatine
- Sette Vodka Redbull
- Andiamo al Gasoline?
- Andiamo al Gasoline
- Andiamo al Gasoline

- Di là
- Ale di là non c'è una strada
- Tu gira lo stesso
- Sopra quella gente?
- Sopra quella gente
- Ho bisogno di un bicchier d'acqua
- C'è Fabio e la tipa col tatuaggio sulle tette
- Hanno tutte il tatuaggio sulle tette ultimamente
- Il nero grosso come un armadio a tre ante è il cervello, l'emo con la faccia da culo obbedisce a lui
- Ecco i pass ggratiss
- Io ce l'ho già il pass
- Guardaroba
- Guardaroba
- Posso avere un bicchier d'acqua?
- Cinque euro
- Ma sono appena entrato, ti prego
- Guarda come salta il dj
- Questa la conosco
- Esco a prender aria
- Long island?
- NO MASSI
- Vado in bagno
- Aria. Torno subito

- Ride, quella dentro la macchina che passa guarda me e ride. Mi guarda e ride, Ale.

- Canale! C'è Canale!
- Domani suono al mono
- Domani sarò morto, ma vengo lo stesso
- Vodka Redbull?
- Quella la conosco, chi è?
- Non lo so, una bionda
- Esco, aria

- Secondo me se scendi e balli bruci e passa tutto
- Ci ho provavo, Ale
- Riprovaci, dai
- No, voglio stare qui attaccato al coso giallo, prendo aria, non so come vi ho portati fino a qui
- Stai male?
- NO
- Alette di pollo?
- Andata
- Prendiamo Massi e andiamo

- No io sto qui, ripassate dopo a prendermi
- Va bene Massi

- Un panino con la salamella, l'insalata, quella salsina verde verde e quelle lì
- Queste?
- No quelle, le cipolle cotte
- Alette di pollo per me
- Adoro 'sto posto
- Ma gli altri?

- Ciao
- Mi stai sulle palle
- Anche tu
- Perché i trans vanno in giro con la mercedes quando vanno a comprare i panini alle 5 del mattino?
- Perché i trans sono tutti grossi come un lottatore di Tekken?
- Com'era Lucca?
- Fantastica, un casino
- Hai visto Gipi?

- Dimmi qualcosa di cattivo
- Non ci riesco

- Massi?
- Massi
- Andiamo
- Di là
- Fantastico lo Zoe, eh?
- Quando venite a Berlino vi porto fuori, venite a Berlino dai, vi aspetto. La casa è grande

- Di là
- Ma come fa Massimiliano, avrà bevuto sette o otto long island
- È solo meno stressato di te e di me, Ale. Quando stai male l'alcol ti dà un po' di sollievo ma è fragile il confine tra stare bene e male.

- Chissà Fabry e Alice
- Chissà Fabry e Alice
- Ce la fai a tornare a casa?
- Sì
- Mandami non so, tipo un sms. Tanto sono insonne. Siamo insonni.
- Ok. 'notte


Sono le cinque e mezzo del mattino. Niente droghe in corpo. Un po' di alcool (long island? no, grazie). Milano è fredda se cammini solo con una maglietta a righe come me. Ma questa mattina è bella. Sono calmo. Ho paura, di solito. Di solito sono uno che ha sempre paura. Che le persone spariscano e mi lascino solo, che mi odino e che soffrano per colpa mia. Ma più perché sarebbe colpa mia che per il fatto che stanno male. 'fanculo. Adesso sono calmo. Ale torna a casa. Ale torna a casa. È come il Baraonda a Cinquale, d'estate, quando eravamo piccoli e ce ne andavamo per il paese in bici. Non te ne vai mai abbastanza lontano da farmi dimenticare come si fa ad andare in bici. Ci si siede sul sellino, si aggiusta l'altezza, si prende il manubrio ben saldo fra le mani. Si posa un piede sul pedale, appoggiandosi sull'altro per non cadere. Poi si sceglie una direzione e si prova a spingere sul pedale, sollevando il piede da terra. Si fa insieme, si deve restare in equilibrio per un momento. È la cosa più difficile. Spesso si cade, mantenere l'equilibrio è un casino. Ma dopo, quando ci si riesce, si va veloce. Molto veloce. Questo è il motivo per cui lo facciamo.

mercoledì 5 novembre 2008

From Lucca to Beslan


Resistenze 1.2

Khikhus è un fumettista russo, di Mosca. In rete non si trova quasi nulla su di lui. Abbiamo fatto una tavola insieme durante la jam-session/sfida tenutasi allo stand TomatoFarm sabato. Una tavola sul giorno in cui la Morte Diventa Allergica Agli Esseri Umani (quando me la mandano la posto, magari). Ma non è questo che volevo dire. Volevo dire che mi ha raccontato che è stato a Beslan, con altri artisti, e ha ridipinto i muri della scuola insieme ai ragazzi. Cioé li hanno fatti ridipingere a loro, ai bambini. Se ne sono reimpadroniti.

E a volte partecipa a weekend fuori città, in campeggio, insieme a gruppi di ragazzi degli orfanotrofi - gli orfanotrofi in Russia sono veri orfanotrofi, quelli che noi ormai vediamo solo nei film - e gruppi di ragazzi delle scuole più ricche della Russia. Li mettono insieme, li fanno disegnare, fare fumetti. E guarda un po', non si massacrano, non si insultano, non si tradiscono. Nonostante tutto.

Non so, mi sembrava una cosa importante. Contro il rimasticato e l'appiattimento mentale, per le parole lette e rilette da milioni di bambini che non siano mai vuote.
Up, il prossimo film della Disney/Pixar parla di questo, in un certo senso.

lunedì 3 novembre 2008

From Lucca to Nowhere

Resistenze 1.1
"In carne e ossa" di Koren Shadmi. Il primo fumetto che ho letto a Lucca, il primo che ho comprato, senza nemmeno conoscerlo. Non riesco a smettere di sfogliarlo. Un ragazzo incontra una ragazza. Un pasto di carne, un errore dopo l'altro, metafore semplici e perfette. "La Ragazza Radioattiva":
- Hai visto, ti stanno cadendo i capelli. Non ce la faccio a continuare così, capisci? Ti sto uccidendo! Io ti amo. Davvero. Ma...
Credo sia meglio se non ci vediamo più.
- Non puoi farmi questo. Non posso vivere senza di te!
Sei così forte.
Le vignette ti penetrano come una canzone facile facile. Questo tipo, Koren, ha dei problemi con la testa, con la faccia dell'altro - la maschera, la copre con un sacchetto di carta, la trasforma e deforma, la taglia. E allora mi viene in mente John Guare e uno dei pezzi più belli di questo film:

Toward the begining of the movie, Paul summarizes his paper:

PAUL: Well...a substitute teacher out on Long Island was dropped from his job for fighting with a student. A few weeks later, the teacher returned to the classroom, shot the student unsuccessfully, held the class hostage and then shot himself: successfully. This fact caught my eye: last sentence, Times. A neighbor described him as a nice boy: always reading Catcher in the Rye.
The nitwit -- Chapman -- who shot John Lennon said he did it because he wanted to draw the attention of the world to The Catcher in the Rye and the reading of the book would be his defense. And young Hinckley, the whiz kid who shot Reagan and his press secretary, said if you want my defense, all you have to do is read: Catcher in the Rye. It seemed to be time to read it again.
I borrowed a copy from a young friend of mine because I wanted to see what she had underlined and I read this book to find out why this touching, beautiful, sensitive story published in July 1951 had turned into this manifesto of hate. I started reading. It's exactly as I remembered. Everybody's a phony. Page two: "My brother's in Hollywood being a prostitute." Page three: "What a phony his father was." Page nine: "People never notice anything." Then on page 22 my hair stood up. Remember Holden Caulfield -- the definitive sensitive youth -- wearing his red hunter's cap. "A deer hunter hat? Like hell it is. I sort of closed one eye like I was taking aim at it. This is a people-shooting hat. I shoot people in this hat." Hmmm, I said. This book is preparing people for bigger moments in their lives than I ever dreamed of. Then on page 89: "I'd rather push a guy out the window or chop his head off with an ax than sock him in the jaw...I hate fist fights...what scares me most is the other guy's face..." I finished the book. It's a touching story, comic because the boy wants to do so much and can't do anything. Hates all phoniness and only lies to others. Wants everyone to like him, is only hateful, and he is completely self-involved. In other words, a pretty accurate picture of a male adolescent. And what alarms me about the book -- not the book so much as the aura about it -- is this: the book is primarily about paralysis. The boy can't function. And at the end, before he can run away and start a new life, it starts to rain and he folds. Now there's nothing wrong in writing about emotional and intellectual paralysis. It may indeed, thanks to Chekhov and Samuel Beckett, be the great modern theme. The extraordinary last lines of Waiting For Godot -- "Let's go." "Yes, let's go." Stage directions: they do not move. But the aura around this book of Salinger's -- which perhaps should be read by everyone but young men -- is this: it mirrors like a fun house mirror and amplifies like a distorted speaker one of the great tragedies of our times -- the death of the imagination. Because what else is paralysis? The imagination has been so debased that imagination -- being imaginative -- rather than being the lynchpin of our existence now stands as a synonym for something outside ourselves like science fiction or some new use for tangerine slices on raw pork chops -- what an imaginative summer recipe -- and Star Wars! So imaginative! And Star Trek -- so imaginative! And Lord of the Rings -- all those dwarves -- so imaginative -- The imagination has moved out of the realm of being our link, our most personal link, with our inner lives and the world outside that world -- this world we share. What is schizophrenia but a horrifying state where what's in here doesn't match up with what's out there? Why has imagination become a synonym for style? I believe that the imagination is the passport we create to take us into the real world. I believe the imagination is another phrase for what is most uniquely us. Jung says the greatest sin is to be unconscious. Our boy Holden says "What scares me most is the other guy's face -- it wouldn't be so bad if you could both be blindfolded -- most of the time the faces we face are not the other guys' but our own faces. And it's the worst kind of yellowness to be so scared of yourself you put blindfolds on rather than deal with yourself..." To face ourselves.
That's the hard thing.
The imagination.
That's God's gift to make the act of self-examination bearable.

At the end of the movie, long after they find out Paul was a fraud:

OUISA: And we turn him into an anecdote, to dine out on, like we're doing right now. But it was an experience. I will not turn him into an anecdote. How do we keep what happens to us? How do we fit it into life without turning it into an anecdote, with no teeth, and a punch line you'll mouth over and over, years to come: "Oh, that reminds me of the time that impostor came into our lives. Oh, tell the one about that boy." And we become these human jukeboxes, spilling out these anecdotes. But it was an experience. How do we keep the experience?

Quanta paura ho io della faccia dell'altro. Soprattutto se è reale e io mi sento immaginato. Dell'esperienza, delle persone che sono state qui, come dice Ouisa, io non voglio farne aneddoti, no. Che se racconti qualcosa a qualcuno finisce che senti la mancanza di tutti, vero Holden?
Torno al Koren di "Un Evento Sofisticato", in una specie di ping pong:
- Il pasto verbale si era concluso. Ma invece di sentirti pieno, ti eri completamente svuotato.

Ieri, mentre camminavo fra gli stand dei fumetti usati, ho trovato un rivenditore di tavole originali americane. Sienkiewicz, Buckingham, McKean. Era seduto su una sedia, in equilibrio su due gambe, che si leggeva The Catcher in the Rye nell'edizione originale, quella con il cavallo rosso in copertina. Alle coincidenze io non ci credo.

giovedì 23 ottobre 2008

Altrimenti Mi Spengo


Quanto conta l'orgoglio? Fino a che punto sei disposto a ingoiare, quando si riempie la bocca, la gola lo stomaco? Quando un compromesso diventa una prigione?
C'è una puntata bellissima della seconda serie di Grey's Anatomy - credo la seconda - si chiama Enough is Enough. È la mia preferita, tutta giocata su quando nella vita dici basta, quando è abbastanza, il bicchiere è sufficientemente pieno per te, grazie. A volte lo dici subito, a volte lo dici dopo un po', a volte il bicchiere è senza fondo. Quella cosa, detta alla fine, mette i brividi. Che possa non esserci mai un momento in cui lo dici.
Il mio amico AleS sta litigando la sua anima alla RAI e mi ha scritto in un messaggio che ha troppo orgoglio, per lui è importante che se no si spegne.
Enough is Enough.

In edicola trovate Mad Sonja 5. Mad Sonja 5 l'ho scritto io. Finora era la sceneggiatura di cui ero più fiero insieme allo Speciale Halloween delle Witch. Ma quello che è uscito, il fumetto che leggerete non è quello che ho scritto. Ok lo so, metà delle opere che leggete anche le più famose sono state editate da qualche editor che ha riscritto magari pezzi interi, ma se il risultato è grandioso nessun autore si sognerebbe di dire niente. Lynch però di Dune dice peste e corna, perché lui Dune non l'ha editato, non l'ha nemmeno montato, non glielo hanno lasciato fare. E Dune è stato pure un fallimento al botteghino.
Alla fine di Mad Sonja 5 c'è il mio nome dopo soggetto e sceneggiatura e non ci sono santi, viti o italiani che tengano cari forumisti, non ci sono colpe di nessuno e nemmeno polemiche perché c'è sempre qualcuno più in alto che decide, su su fino ai piani alti dove non ci sono persone ma solo esigenze di mercato. A quei piani, di solito, non c'è nessuno che dice basta.
Alla fine Mad Sonja 5 non è venuto un granché, quindi forse era meglio come lo avevo fatto io. Anche se così non si poteva fare.

Enough is Enough. I disegni sono bellissimi e tanto basta.

sabato 4 ottobre 2008

Put On Your Sunday Clothes


Mentre procedo con la roba mia e con l'adattamento di Up - è sempre bellissimo smontare le scene vedere cosa puoi tenere cosa no, dargli una forma fumetto che regga che trasmetta la stessa emozione ed emozionarti a tua volta (questo film è unico, come sempre la Pixar fa quello che nessuno si aspetta, tipo un protagonista 78enne) - dicevo, mentre procedo con Up posto alcune tavole disegnate da Claudio Sciarrone per la graphic novel di Wall.E uscita ora nelle edicole. Faticherete un po' a recuperarla, ma ne vale la pena.

Le tavole sono in bianco e nero, Claudio le ha cleanuppate (rifinite) direttamente a computer. A me piacciono molto, in alcuni casi erano proprio immaginate così, senza didascalie. More soon.


tav 10 - 11




tav 28-29





ovviamente tutto questo è © Disney/Pixar

mercoledì 1 ottobre 2008

Personale


Alcune cose di questo blog stanno per cambiare. Lo dico per i miei 19 lettori.
Diventerà un poco più mio e un poco meno generale. Che il bloggaggio se li mangia vivi i piccoli scrittori che come me sono incapaci di mostrare un imparziale distacco. In un momento in cui l'ordine monetario delle cose sta per venire meno e i pugni stretti, come dice Ausonia, vanno stretti ancora di più, be' io voglio esserci.
Domani inizio a lavorare su un progetto indipendente e autoprodotto. Non sarà un buon racconto coi fiocchi. Sarà roba mia.

È uno dei miei fumetti fotografici - qualcuno di voi ha visto le mostre che ho fatto con Atene, 14 Marzo 1997 - uno nuovo anche se la storia è nata molto tempo fa. Parla di una principessa. Aspettava il momento giusto. Ora, grazie soprattutto a questi anni in Disney, posso scriverlo, lo vedo. Tavola dopo tavola. La sensazione è strana, perché ho il motore che non si rompe più, che ha fatto un po' di giri in un po' di circuiti e la carrozzeria finalmente testata nella galleria del vento. Non sono nemmeno così giovane. Il problema sarà il pilota, è lui che si dovrà togliere il casco e ricominciare a rischiare grosso come non è più abituato a fare. Senza cinture.

Questo non significa che smetterò di scrivere Disney, no no. Oltre all'adattamento di Up c'è una storia di Paperino Paperotto che mi aspetta, forse un altro numero di Witch (a proposito ho appena finito il 95 e sarà strepitoso, molto steam punk, con i disegni di Alberto Zanon e le chine di Cristina). Il topo è pur sempre il topo e mi viene ancora voglia di scrivere storie, devo provarle tutte prima di smettere.


Presto nascerà anche un blog collettivo o qualcosa del genere in cui io, Giammaria Caschetto, Alessandro Minoggi e altri pubblicheremo le nostre cose. È un po' che ci penso, ne parlavo l'altra sera con g. Poi leggendo qua e là mi sono reso conto che è la cosa da fare. Perché ne vale la pena. Sempre e comunque, per far stare alzato fino alle 5 almeno uno di voi 19.

Laura, Atene, La Prima Donna sono solo alcuni dei fumetti che abbiamo già fatto. Me li tengo sempre sotto il naso, li guardo, li respiro. Posto un piccolo antipasto qui sotto, la prima pagina - introduttiva - di Laura, fumetto di 96 pagine scritto da me e disegnato da Gianmaria Caschetto.





Ci Siamo


In edicola trovate Topolino 2758 con due tavole autoconclusive di Wall.E scritte da me e disegnate da Antonello Dalena. Ovviamente hanno scartato la più bella. Vabbé.

In edicola troverete anche - questa è la notizia succosa - la mia graphic novel di Wall.E disegnata dal mio compagno di vacanza californiana Claudio Sciarrone.
Se avete voglia compratela, aspettate il 17 ottobre, guardatevi Wall.E al cinema e poi leggetela.
Farla uscire prima non ha davvero senso e rovina tutto, lo so. Perché parliamone, sono fierissimo del risultato - nonostante le dida che mi sono state aggiunte mi ha dato la possibilità di sperimentare alcune soluzioni mute che mi piacciono molto, e Claudio ha fatto un lavoro incredibile migliorando in più di una tavola la sceneggiatura - però il film è su un altro livello. Non ce n'è, è pur sempre un adattamento. E non mi chiamo Stanley né Alfred.

Se invece volete leggerlo subito sappiate che ci sono alcune cose diverse rispetto al lungometraggio, cambiate dalla Pixar all'ultimo momento quando già eravamo fuori tempo massimo.
Comunque appena la vedo in edicola con i miei occhi posto alcune tavole.


Buona lettura, io mi vado a rileggere la sceneggiatura di Up, il prossimo di cui devo fare la graphic novel, poi vi saprò dire.

martedì 30 settembre 2008

Wake Me Up When September Ends


Settembre è il mese più crudele. Feroce e impastato, inutile e incerto. Mi faccio sempre crocifiggere a settembre. Tra poco finisce, per fortuna.

giovedì 25 settembre 2008

A Proposito di Lynch - Il post precedente...

Beccatevi questo capolavoro e ringraziate. Questo è oro puro.

David Lynch's A Goofy Movie

Llorando


Ho scritto tre tavole per una cosa nuova. E ho pensato ai giorni scorsi. Per un lavoro, che è anche e soprattutto ricerca personale ho conosciuto un mondo nuovo e persone nuove totalmente diverse da quelle che ho mai conosciuto finora. Sono creature strane, donne cannone e donne serpente e donne elettriche, bambini con due teste e meraviglie meccaniche. Un Carnivale, un po' reale un po' no.
Così pesco cose dentro di me come il Bill Lee di Cronenberg infilava le dita nella macchina da scrivere sessuale. Scopando i tasti, sbattendoli e facendosi sbattere, pestandoli mentre fuori la vicina cinquantenne in vestaglia urla come una banshee e non la pianta.

Ho ritrovato un pezzo di Lynch in me. Si muoveva fra i radiatori e sputava orecchie nere e tonde masticate per bene. Eraserhead, Inland Empire, Mulholland Drive etc, youtube è una manna quando vuoi riassaporare qualcosa. Ogni volta che vedo quella scatola blu mi viene paura, ogni volta che sento llorando piango anch'io e poi la barbona che racconta la storia mentre muore davvero, la corsa al rallenty, la musica anni 50, la tipa che investe ogni settimana un cervo in Straight Story. Laura Palmer con il suo diario che quando ero piccolo i miei non volevano comprarmi e io andavo di nascosto in libreria a leggere. Mi ricordo ancora un brano, lei che si mette una mano tra le gambe in mezzo al bosco, solleva un dito umido e lo fa annusare a Bobby - credo fosse Bobby non sono sicuro.

Lynch è uno dei pochi che riesce a parlare il linguaggio dell'inconscio. Non parla al mio cervello, non usa la grammatica e la sintassi, nemmeno quella delle storie. Parla al mio istinto e lo fa con parole che non sento, ma avverto. La cosa che gli ci si avvicina di più è la poesia. E non lo controlli, ogni tanto viene fuori. Non lo descrivi non lo definisci né lo citi. Sì, ok potrei tatuarmi sul braccio 'sometimes my arms bend back' ma poi alla notte non dormirei.
No, stanotte dopotutto me ne viene in mente un'altra di frase.

"Well I can't imagine anything good about being blind and lame at the same time but, still at my age I've seen about all that life has to dish out. I know to separate the wheat from the chaff, and let the small stuff fall away" - Alvin Straight

Poi non so perché penso alla canzone di Topolino - un giorno posterò la versione che ho cantato con Miriam, no Ale non adesso please. Così, in automatico, il mio youtube mentale va alla fine di Full Metal Jacket e tutta la storia dell'inconscio che era venuta tanto bene va farsi fottere.

"I miei pensieri vanno di nuovo ai capezzoli eretti, alle eiaculazione notturne, ai sogni bagnati di Mary Jane Ficarotta, alle fantasie dell'immensa scopata al ritorno a casa. Sono proprio contento di essere vivo, tutto d'un pezzo, e prossimo al congedo... certo vivo in un mondo di merda, questo sì, ma sono vivo... e non ho più paura." - Soldato Joker


mercoledì 24 settembre 2008

Gli Idioti



burn after reading - cohen brothers

il primo quarto d'ora è di una noia mortale. Io già non ho amato tantissimo 'Non è un paese per vecchi', perché dopo che hai letto il libro (bla bla... segue polemica sui film che vai a vedere dopo che hai amato il libro da cui sono tratti).
Insomma dopo un quarto d'ora son lì che mi chiedo se non ho sprecato quei bei 7 euri per vedere un film inutile e noioso.
Poi le cose cominciano a girare, dopo la presentazione i personaggi cominciano a muoversi, a incontrarsi e scontrarsi e il film scorre piacevolmente fino alla fine, divertentissima. Non è un capolavoro, no no, ma è divertente. E vale su tutto lo scambio finale:

CIA Superior: What did we learn?
CIA Officer: Uh...
CIA Superior: Not to do it again.
[pause]
CIA Superior: I don't know what the fuck it is we *did*, but...

Un film sull'inutilità della vita, sull'idiozia che uccide (letteralmente) e sulla verità universale che sforzarsi per cambiare la propria vita sia uno spreco di tempo.

Brad Pitt, nonostante i tanti acclamati spoiler e i trailer e le featurette è un attore inutile. Per creare una macchietta ripete le stesse cose dieci volte, alla seconda già non gli credi più - ti viene da dire 'ehi, guarda Brad Pitt che fa l'idiota' e andiamo!
George Clooney, invece, cazzo lui sì che è un attore. Fa ridere alzando un sopracciglio. Ha creato un personaggio perfetto, che mi verrebbe voglia di vederci un film su di lui e alla fine, dopo i titoli di coda, ti aspetti di vederlo su qualche spiaggia del Venezuela a correre. E se lui corre tu sai cosa è appena successo. E ridi. Magico.

lunedì 22 settembre 2008

Cose che Succedono


Mi è arrivato un pacco. Dimensioni ridotte. Indirizzo di Play.com dal Jersey.
Tutto contento lo apro, è un dvd. Una serie tv. Mi fermo un secondo e realizzo che io un pacco non lo stavo aspettando. Prima panico - cazzo mi hanno rubato il numero della carta di credito - poi mi calmo e rifletto. Qualcuno mi ha fatto un regalo, in fondo non è passato molto dal mio compleanno.

Peccato che non sappia chi. il misterioso benefattore o benefattrice non ha fatto biglietto. Però grazie. Questa serie non ce l'avevo e la guarderò con gusto.

Strana giornata. Poi posto qualcosa di più intelligente, eh...


ok, scoperto il colpevole. Era Gianmaria che me lo ha mandato dal Belgio!
La prima serie di The Wired, la preferita di Alan Moore e Obama. Vi farò sapere.

Ora chiamo la cri che c'ha la febbre...

martedì 16 settembre 2008

Se Walt...

Questa cosa non è per bambini. O forse sì, visto che un tempo nelle favole c'era chi se li mangiava i bambini...

Dovremmo tornare da quelle oscure parti. Con i mostri veri sotto il letto e le streghe che ti mettono nel forno.

domenica 14 settembre 2008

Uno Scherzo Infinito


luglio 08
Originally uploaded by overperception
"Fiction's about what it is to be a human being."

"The really important kind of freedom involves attention and awareness and discipline, and being able truly to care about other people and to sacrifice for them over and over in myriad petty, unsexy ways every day."

Due giorni fa è morto David Foster Wallace. Lo hanno trovato impiccato.

Non so perché lo abbia fatto, se lo ha fatto. Di solito quelli come lui lo fanno per consapevolezza. Ma chissà. Sunset Limited di Cormac McCarthy e Hemingway che lucida il fucile pensando a suo padre.

Mi vado a rileggere un po' dell'aragosta. C'è dentro i suoi racconti, soprattutto, una cosa che potrebbe

giovedì 11 settembre 2008

POC

È in edicola il numero 12 della rivista Pirati dei Caraibi Magazine. L'ultimo.

Dopo 10 storie lunghe e 9 storie brevi. Dopo i redazionali e i giochi. Dopo le ore passate a scaricare reference del secondo e del terzo film (sono le immagini che servono poi come riferimento a disegnatori e grafici). Dopo innumerevoli soggetti bocciati o modificati. Dopo tutto questo Pirati dei Caraibi Magazine chiude.
O meglio continueranno a farlo in altri paesi ma con altre storie non mie. Io mi fermo qui, scendo dalla Perla Nera. Peccato. Perché è stato il mio primo lavoro importante in Disney, perché con la mia prima storia - Il Teschio Nero - ho dato l'impronta alla serie. Perché le avventure di Jack mi piacevano, mi sentivo nel mio piccolo vicino a gente come Eisner con il suo Spirit o Sclavi con i suoi Altai & Johnson (con le dovute differenze, eh!).

Sono molto fiero di quella prima storia disegnata da Narciso e Chimisso (e della sesta di Urbano Forlini con il giochino legato alle origini del Mahjong). Molto, molto fiero.

Capitan Jack Sparrow saluta e ringrazia. Sperando di avervi rubato qualcosa nel viaggio e che scendiate dalla nave più leggeri.

Casa Dolce Casa (con un po' di liti familiari)


A questo indirizzo trovate la storia breve intitolata Casa Bad7 scritta da me medesimo e disegnata dall'impareggiabile Nicola Tosolini. Potete leggervela aggratis.
Sul numero in edicola (già già è uscito!) trovate anche un'altra mia storia lunga, insieme alle storie di Tito Faraci (applausi, prego) e Giorgio Salati (Giorgio se ci sei batti un colpo). Io dico che vale la pena comprarlo.

Ultima cosa.
Dovrei scrivere sui forum le risposte alle critiche, forse. Per ora non lo faccio, magari poi comincio. Non lo so, la verità è che è Disney e basta. L'unica cosa che tengo a dire - per tutti quelli che postano lì e non solo - è che PK ha veramente rotto. Basta. Pk era un capolavoro, lo so anch'io, quando ero al liceo aspettavo solo il momento in cui sarebbe uscito un numero nuovo. Peccato che NON fosse Topolino, non era pubblicato sul settimanale e non aveva gli stessi personaggi.
Quando ne parlano a proposito delle storie di Topolino, mie o di chiunque altro, mi piacerebbe questo, che si rendessero conto che è come paragonare una meringata al cioccolato e noccioline e un piatto di pasta al sugo della nonna. Non c'entrano niente.

(poi ci sarebbero da dire mille altre cose sulle possibilità di fare OGGI una cosa come Pk - più che sulla mancanza di idee -, ma sembrerebbero scuse agli occhi dei non addetti. Dico solo che Valentina De Poli sta provando a fare molto con Topolino per fargli raggiungere nuove vette di qualità e di questo almeno dovremmo essere tutti contenti)

martedì 9 settembre 2008

It's the End of the World as We Know It


Il supertest al Cern

L’italiana del Big Bang:
«Non inghiottirò la Terra»

Fabiola Gianotti guiderà 2.500 scienziati: «Cerco la particella di Dio»

leggete qui

Tanto non succederà. Ma sarebbe quantomeno ironico che dopo tanti film e libri sulla fine del mondo il mondo finisse davvero. O che trovassero sul serio Dio.
Avrei un paio di cose da dirgli.

Io di scienza so poco o nulla, ma questa storia dell'acceleratore di particelle che crea buchi neri e trova l'onnipotente mi piace un sacco. Ora mi vado a leggere Blues della Fine del Mondo di Ian McEwan. Domani quando accendono il pupo svizzero cercherò di stare facendo qualcosa di bello, di metterci tutto il cuore come dice Salinger. Magari inizio a scrivere il primo capitolo del libro che sto preparando da un anno, nella mia testa, magari dell'altro che è arrivato solo da un mese. Magari vado al parco e mi siedo sul prato a non fare niente.

"Just remember what ol' Jack Burton does when the earth quakes, and the poison arrows fall from the sky, and the pillars of Heaven shake. Yeah, Jack Burton just looks that big ol' storm right square in the eye and he says, "Give me your best shot, pal. I can take it."

"In giorni così, il meglio che si possa sperare è di avere imparato qualcosa. Qualunque cosa. Anche di poco conto. Anche solo a prendersi il tempo per sdraiarsi su un prato, e pensare a tutte le cose che devi ancora fare."

In ogni caso fidatevi, non andate a vedere Shrooms!

lunedì 1 settembre 2008

Tutti gli Altri ne han...


"Tra poco sarai fottuto anche tu"
21:57:22 da AleScarano

Ebbene, 30 anni fa, in una mattina fredda e tempestosa venne alla luce il sottoscritto. Questo significa che oggi, 1 settembre 2008, è il mio trentesimo compleanno.

Mi mancherà quel dannato 2 davanti.

sabato 30 agosto 2008

Waaalleee

Wall.E Graphic Novel in uscita a ottobre 2008 per la Disney, disegnata da Claudio Sciarrone, scritta da me medesimo.

Realizzare l'adattamento a fumetti di Wall.E è stata un'impresa. Non solo perché notoriamente gli adattamenti dei film sono un po' una rogna (cambiano la storia in progress, devi stare dietro alle milioni di correzioni che chiedono, ogni step necessita di approvazione dagli studios...) e non solo perché ero alla mia prima esperienza nel campo e per molti versi sono ancora un novellino, un novellino sfacciato, ma pur sempre un novellino. Ma perché questo film è muto.
Più o meno. Diciamo che i due protagonisti dicono due parole per tutto il film. I loro nomi.

Di solito quando si adatta un film si gioca sul dialogo, si tagliano le scene mettendo l'inizio e la fine di uno scambio di battute, riassumento, giocando con l'intuizione del lettore, perdendo le sfumature per spingere sull'intensità dell'immagine.
Il fatto è che qui le sfumature SONO il film. E renderle in un numero così limitato di tavole (48), con una struttura leggibile a più livelli e a tutte le età è stata una sfida. Una sfida bellissima, badate, io adoro lottare su queste cose, spingere al limite le potenzialità di un mezzo e scontrarmi con i miei limiti, farmi male come un cocomero lanciato a 200 all'ora contro un muro di mattoni, e poi alla fine riuscire, un poco, a passare oltre.
Riprodurre in un pugno di vignette un gesto importante come quello della mano, rendere chiara la storia senza perdere le emozioni e tutto solo con i disegni, o quasi. Sì, ci sono delle didascalie (a dire il vero ce ne sono molte di più di quelle che ho messo originariamente io ma vabbé), ma tutto è affidato principalmente alla sequenza. Non a una vignetta, ma al susseguirsi delle vignette, al loro interrompersi, al salto, alla closure che devono comunicare la storia nel migliore dei modi possibile.

Tutto questo per dire compratela e ditemi che ne pensate (ok, ve lo ricorderò a ottobre) e che non sempre il fumetto commerciale - per così dire - è affettato e realizzato con superficialità. A volte si nasconde anche lì, tra compromessi e scelte imposte, un po' di sperimentazione.



Evaaah


È uscito a giugno. Almeno in America. Qui da noi arriverà il 17 ottobre. Ce ne manca.
Io l'ho visto e rivisto mentre stavo lavorando alla graphic novel. (vedi post seguente). Poi l'ho visto ancora a San Francisco, 3 volte.
Mancavano dei pezzi quando ce lo hanno mostrato in videoconferenza direttamente dagli USA (loro fanno così, sono avanti, come direbbe mia nonna), alcune sequenze erano fatte solo con gli storyboard (disegni a mano, nonna) ma più o meno c'era tutto.
Ho letto la sceneggiatura dalla prima versione all'ultima - e in mezzo ne sono passate un bel po', credetemi. E sì, lui assomiglia paurosamente a ET e a Cortocircuito, sono identici, ma anche chissenefrega.

Wall.E è stupendo. È tornare bambini. Quando giocavi in cortile con la tua banda - io ne ho avute due o tre, una per ogni posto dove sono passato - e c'era la ragazzina figlia del vicino di casa, che avevi appena conosciuto ma già ci passavi tutto il giorno insieme, come se la conoscessi da sempre, a scavalcare muri, a esplorare rovine, a nasconderti da qualche parte fingendo di essere un cavaliere, un supereroe o qualsiasi altra cosa. Ti faceva sudare e agitare quando ti sorrideva e non pensavi a niente e vivevi e basta.
Poi vi prendevate per mano e allora era fatta. Eri il bambino più felice che ci fosse mai stato. Ecco, Wall.E è un po' così. Un film che riesce a farti piangere quando Eve e Wall.E si prendono per mano. Cioé niente parole, niente scene struggenti preconfezionate, solo una mano che prende l'altra. Una cosa così semplice e così difficile oggigiorno che fa mancare il fiato.

Poi ci sono cose su cui discutere, certo, ma ne parliamo quando esce in Italia. Per ora vi dico che è il più bello che abbia visto finora della Pixar. Parola.
Anche se sto lavorando alla graphic novel di Up - il prossimo film Pixar - e la prima parte è davvero geniale e potente (con loro è sempre così). Magari stavolta faccio un resoconto minuto per minuto del lavoro...

Intanto vi dico che nonostante l'abbia visto una marea di volte aspetto l'arrivo del mio amico Wally come una vacanza. Lo aspetto come una volta si aspettava il Natale e la pubblicità della coca-cola. Quella di 'vorrei cantare insieme a voi in magica armonia', presente?

Mai come in questi giorni mi viene da pensare a quelle mani che si tengono.
L'amore di un robot salverà il mondo, l'ho letto da qualche parte.

Speriamo.

giovedì 28 agosto 2008

La Notizia dell'Anno

Per evitare di vomitare tutta la mia inutile indignazione - non saprei cosa scegliere fra il bagnetto nella riserva del signor terza carica dello stato, il colpo di mano detto anche inculata che ci hanno fatto con la storia della Compagnia Aerea Italiana o il simpatico commento sulla razza padana che vince i giochi di Bejing - vi regalo quella che secondo me è la notizia più bella dell'anno:

Sex and the Olympic city

Tomorrow night thousands of young men and women with the most fit, toned bodies in the world will mingle for the last time before they fly home. What might they get up to?

il resto lo trovate qui

Non so a voi, ma a me ha fatto venire in mente quell'atmosfera da gita scolastica o da meeting che fa tanto dolce nostalgia. Mi sono sentito allegro, lo so è idiota, ma che ci volete fare?

Intanto mi iscrivo a qualche sport poco faticoso prendo i biglietti per Londra 2012.

martedì 5 agosto 2008

E speranza (o facciamo sparire le matite...)

The Dark Knight - quattro su cinque stelline
(spoiler advice)

"Heath Ledger è incredibile, non riesco a dimenticarmi il suo Joker"
"Già..."
"E non è perché è morto, era bravo davvero!"

"Però io non ho capito benissimo la storia del coreano, dei soldi e dei mafiosi"
"Boh, alla fine nemmeno io, però chissenefrega"
"Già, chissenefrega"

"Alla fine i cattivi vincono un po' tutti..."
"E Batman diventa cattivo..."
"Mi aspetto il Dark Knight Returns adesso, basta che lo facciano fare a Nolan e non a Miller se no ci ritroviamo con un altro clone di Sin City e credo che Spirit sia già offensivo abbastanza"
"Già, un bel DKR con un gruppo di ragazzini alla fine e un futuro migliore"
"Come sei romantico"
"Il romanticismo è morto con Rachel Dowes"
"Che botta... così si fanno i film che rompono le tradizioni"
"Già"
"Già"

Ok, al film manca qualcosa. La regia delle scene d'azione è piatta, identica a quella delle scene dialogate, la fotografia è quasi sempre piatta, anche quando non dovrebbe, e il montaggio è inesistente. La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, ci sono pezzi molto lunghi in cui non si capisce perché succedono le cose che succedono, la conversione di Harvey Dent a Due Facce non è molto credibile e alla fine dei conti la regola sembra tell don't show.
Eppure.

Eppure Ledger ha creato il Joker migliore di sempre e mi perdono da solo visto che sono un adoratore di Burton (quello di una volta).
Fa una paura del diavolo (cazzo quanto lo adoro, è illuminante) e riesce a dare una risposta alla follia del mondo - al contrario di tutti gli altri personaggi. Non con il caos, no. Con la razionalità più estrema. Il Joker gioca di ingegno, con piani così perfetti da sembrare folli. Sa che Batman non lo ucciderà mai e se ne approfitta, lo giostra come un burattino; è uno sceneggiatore con un suo personaggio. È lui che fa le regole.
E adesso farò sparire questa matita. Bombe a mano, costumi da infermiera, nessuna verità o tutte le verità insieme. Il Joker è vero come le sue cicatrici, ecco perché fa paura. Reale come il barista che ci ha servito il caffè stamattina.

E poi. I Nolan hanno intuito qualcosa, qualcosa di grosso e a loro modo lo riproducono. Il modello di story classico non va più. Non funziona perché non riflette il mondo come prima. È uno dei motivi dell'insuccesso di un grande film come Speed Racer; è vecchio, almeno dal punto di vista della storia.
E allora ecco che la struttura viene smontata in mille pezzi, frantumata e - un po' come in Ratatouille - non sei mai sicuro di chi sia il tuo protagonista. In un mondo come quello di oggi speriamo davvero che arrivi un Harvey Obama a fare qualcosa. Di una fantasia come Batman nessuno ha più che una vaga fantasia, appunto.
Lo capisce per primo lo stesso Bruce Wayne. Non ci viene da sognare perché di tempo per sognare non ne abbiamo, siamo troppo informati. Vogliamo tutto e subito e che sia vero. Come Gomorra, come il telegiornale.

Solo i bambini sognano ancora gli eroi. Con loro torneranno come sono tornati dopo Don Chisciotte. Con noi ci sono solo i mafiosi che non vanno in galera, il Joker che non muore e la vaga speranza che la gente (quella delle barche), in fondo in fondo, non sia tanto brutta come sembra.

mercoledì 30 luglio 2008

Tequila=To-Kill-Ya


C'è stato un terremoto a Los Angeles stamattina. E io stamattina ero a Los Angeles. Presente quelle scene da panico totale nei film? Strade aperte a metà, animali che scappano dallo zoo, palazzi che crollano, cani e gatti che vivono insieme. Be'... diciamo che non è andata proprio così. 
Diciamo che io del terremoto ho saputo tre ore dopo. Alla radio. Non chiedetemi come ho fatto a non sentirlo. Non lo so. AleMinoggi io ero al telefono con te, tra l'altro. Comunque, per tutti quelli che a casa sapevano che sono qui, tranquilli, non ho fatto la fine di Lois Lane.

Per quelli che attendono uno straccio di notizia dal sottoscritto da un mese sappiate che torno il 1 agosto. Almeno così dice il mio biglietto. 
Ho un po' di storie da raccontare in cambio di un bel po' di to-kill-ya. La Pixar, la Comic Con, la festa della Dark Horse sul tetto di un grattacielo e soprattutto la storia del cesso intasato e quella del giorno passato a Tijuana fra i magnaccia.

Ah, ho visto Kevin Spacey e ho bevuto con Sylar. Sylar va sempre in giro con un cappello ridicolo. Ma non ho avuto il coraggio di dirglierlo.

Ora vado a dormire che qui è mezzanotte.
see you soon

And don't be serious, put a smile on your face. ;)


sabato 10 maggio 2008

Osso-Sessione

Questo è uno di quei periodi in cui mi viene solo da urlare il mio vaffanculo al mondo e spaccare teste e orologi con una mazza da baseball molto grossa. Sono troppo nervoso per fare qualsiasi cosa. Sto dando di matto, probabilmente.

"Un orrore così profondo può essere frenato solo da un rito", così diceva Sarah Kane in Crave - che è un po' il circo di tutti i numeri che voleva mostrare, il barnum delle sue scimmie urlatrici.
"Raccontalo
Spiegalo
E resterà lì."

Le cose non funzionano senza, le cose proprio non funzionano. Vado un po' a caso, o, meglio, a caos. Come la farfalla e l'uragano, come l'investigatore olistico di Douglas Adams e il Dale Cooper di Lynch.

Una vecchia recensione di Chiedi alla Polvere:
"Chi non capisce una follia del genere ha poche probabilità di campare facendo lo scrittore. Fante la conosceva, credo, benissimo, e anzi ne fece la musica su cui ballare tutta la sua vita."

Consigli di un genio che ha smesso ed è diventato un mago.
"You will have to commit yourself to writing"

Lo sputo saporito di un vecchio che la sapeva lunga.
"It will do it by
itself and it will keep on doing it
until you die or it dies in you."

E che oltre a fottere e ubriacarsi sapeva anche mentire un gran bene.
"And remember the old dogs
who fought so well [...]
If you think they didn't go crazy
in tiny rooms
just like you're doing now [...]
then you're not ready"

Per me è ok così. Ora esco, stasera bevo birra e poi torno. Ma rivolterei volentieri tutto quanto con un Hank Moody.

venerdì 18 aprile 2008

cliccami




parto

I'm staring out into that vaccum again
From the back porch of my mind
The only thing thats alive
I'm all there is

And I start attacking my vodka, stab the ice with my straw
My eyes have turned red as stoplights, you seem ready to walk
You know I'll call you eventually, when I wanna talk
'Til then you're invisible.

'Cause theres a switch that gets hit and it all stops making sense
And in the middle of drinks, maybe the fifth or the sixth
I'm completely alone at a table of friends
I feel nothing for them. I feel nothing, nothing

Well, I need a break from the city again
I think I'll ship myself back west
I got a friend there, she says, "hey, any time."
Unless that offers expired, I have been less than frequent
she's under no obligation to indulge every whim
And I'm so ungrateful, I take, she gives and forgives
And I keep forgetting it

And each morning she wakes with a dream to describe
Something lovely that bloomed in her beautiful mind
I said "I'll trade you one for two nightmares of mine
I have some where I die, I have some where we all die."

I'm thinking of quitting drinking again
I know i said that a couple times
And I'm always changing my mind, well, i guess i am
But theres this burn in my stomach and theres this pain in my side
And when I kneel at the toilet
And the mornings clean light pours in through the window
Sometimes I pray I don't die
I'm a goddamn hypocrite

But the night rolls around and it all starts making sense
There is no right way or wrong way, you just have to live
And so I do what I do and at least I exist
What could mean more than this?
What would mean more?
Mean more?
ohhhh

(Hit the Switch
Bright Eyes)

infame.zerozero


*
Originally uploaded by sonia de spa
Ho bisogno di scappare di tollerare meno, di non essere buono di non accettare, di andare nella mia casa di Portland perché ho una casa lì, mi ha detto un amico. Ho bisogno che esistere basti, che le gonne sanguinino a centinaia, di nuovo, che le femmine aprano le gambe quando danzano, ho bisogno che il taglio si riapra, dito per dito. Ho bisogno di odiare, ho bisogno che sia lei a entrare nell'armadio al buio quando abbiamo 11 anni, che sia lei a dire che sa come fare. Ho bisogno che sappia afferrare dentro le persone, che Giulietta non sia più Giulietta. Ho bisogno di incontrare Angelina che schiacciava le pulci ai clienti e avrebbe risvegliato un morto. Ho bisogno di una puntata numero uno e della due, la tre e la quattro, ho bisogno che Milano sia quella della pioggia con il sole, di piangere lacrime quadrate e di non farmi più strappare il cuore. Che il disprezzo sia meglio di niente, di eguagliare gli dei come in una tragedia, senza mai indurirmi il cuore. Ho bisogno di sedermi con i tasti uncinati ai polsi, di un urlo che fa di dio la mascot appesa alle chiavi. Ho bisogno dell'adolescenza, del panico e del potere. Ho bisogno che faccia male, da morire, che non sia mai facile, mr. Chinasky. Di trasformare tutto in cadaveri. Ho bisogno di strappargli un orecchio, in sostanza che il canale si riapra, che nonostante tutto scorra fino in fondo e che non ci sia più questo fottuto modesto credere che mi ha stancato.

mercoledì 16 aprile 2008

Lingue Assassine


Chi di lingua ferisce...
Originally uploaded by justnerve
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Vado al Rocket, a Milano. Adoro la tappezzeria, sul serio. Mi sembra sempre di essere nel salotto di mio zio a Biassono, che è la casa dove un po' sono cresciuto, andavo a raccogliere le ciliegie sui suoi alberi e non sono mai caduto. Bevo, non ricordo quanto, ma ricordo che appena arrivato qualcuno mi offre un bicchiere rosa mezzo pieno di liquidi. Bevo ancora. Comincio a sciogliermi quando mi mettono una parrucca colorata che se mi vedessero i miei cugini di Biassono - i figli di mio zio di Biassono, quello delle ciliegie - è probabile mi prenderebbero a sassate. Ma tant'è, io sono uno che si mimetizza bene. Avete presente Zelig, il personaggio di Woody Allen?
Faccio un po' di foto, conosco gente che non capisco e con cui non mangerei una pastasciutta nemmeno per evitare la dannazione eterna. No, manco con la dj pornodiva. Una ragazza mi blocca fuori dai bagni, mi racconta che vorrebbe andarsene, le dico scappa. È giovane, carina e sa il fatto suo come tutte le ragazze che ho conosciuto di recente. Dico, scappa. Dopo le ultime elezioni mi viene da dire anche, scappa in fretta. Vero, qui ci sarà da ridere per cinque anni e non è una cosa da poco. Ci tiene su il morale. Ma il futuro? I sogni? Dio, che parole orribilmente sfigurate. Punti di vista? Mi piace molto di più, suona nuova.
Le dico, ti faccio una foto. Fammi la linguaccia, dico, bleah, fa lei. E quando arrivo a casa scopro l'oggetto, il punctum, il segreto. Un lucido, lucente e liquido piercing.

Ti cambia tutto il punto di vista su una donna, una cosa così. E io sto ancora cercando il punto di vista nuovo sull'altra parte del cielo. Di qui, comunque, piove a dirotto.

Poi mi addormento e sogno mio zio che mi chiede perchè in inglese non esiste una vera parola per definire il nostro 'furbo', mentre sono fermo alla frontiera della Repubblica Democratica Tedesca su una cinquecento usata dove dorme il mio amico Ale accanto a uno cui ho appena sparato. Mi sveglio. Ci penso su. Io non ho mai avuto una cinquecento.
La mia ragazza si lamenta nel sonno. Sogna di macelli e gente che si strappa a morsi un tendine dall'avambraccio, subito prima che una parata di fenicotteri rosa su trampoli arrivi cantando e ballando per portarla nel regno della regina gufo.

Mi vengono in mente tre parole. Ballare. Cantare. Cardigan. Solo una di queste ha a che fare con la morte e in fondo quello che ho capito è che non c'è stata sconfitta. Perché non c'era nessuno in gara. Forse, ma solo forse, sarebbe il caso di uscire della prigione in cui ci hanno messo da quando siamo nati. Ribaltare la posizione, immaginando che Dio sia la totale immoralità umana (scusa Albert). Se ti cuciono le palpebre quando nasci ti marciscono gli occhi. E per le promesse del cuore? Quanto devono essere spessi ago e filo?

lunedì 14 aprile 2008

Writers Death Race



È cominciata. La corsa di scrittori più pazza del mondo.
La trovate qui.

Insultate, applaudite, votate, insomma leggete. Fatevi un giro a 300 all'ora e ritrovatevi il cuore in bocca per una frenata al limite.
E sì, ci sono anch'io.

sabato 12 aprile 2008

winter song


luglio 07
Originally uploaded by overperception
"Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto". Do you get it?

C’è una in Jones street, sbattuta in un angolo. È avvolta per metà, la metà che non si vede, in un sacco a pelo verde militare che solo a guardarlo puzza come una fogna a cielo aperto. Si accende una sigaretta. Il tipo che quando ti prende tra le cosce ti ingoia come un croccantino per cani. Sta parlando, ma a nessuno in particolare. Racconta la storia di due cinesi. Dice che le ha conosciute a Shanghai e che Shanghai non esiste.

— Non è come San Francisco, ok? — dice — A Frisco te ne vai sotto il Bay Bridge, ti siedi sul molo, mangi un doppio col formaggio e ci sono quei rompicoglioni dei gabbiani, e hai un buco nella maglietta così grande che sembra un bikini, però tu lo sai che sei in un posto che esiste, giusto? Che un pomeriggio sulla spiaggia a cercare bottiglie per farti qualche soldo ce lo passi sempre. Ma Shanghai no. Shanghai non c'è. È una cazzo di città fantasma. Non ci vive nessuno in quel posto, è solo per i turisti che cercano di fottere a buon mercato e basta.

La ragazza si accende un'altra sigaretta. Dice che le sue amiche a Shanghai ci sono andate per i turisti americani. — Cercano di farsi portare via, perché farsi portare via da un americano è meglio che restare a vivere in un buco che non esiste. Una sera le ho viste bere con due uomini. Si vendevano per 100 dollari, ma i due uomini non ne volevano sapere di pagare 100 dollari, volevano solo portarle a fare un giro. E dicevano e dicevano che è tutto ok, che facevano loro.
— Quelli non erano di sicuro americani, perché io sono americana, e quelli non parlavano neanche per sogno la mia lingua, gli ho detto. Quei tipi sono russi, poco ma sicuro. Erano venuti a cercare merce da vendere, chiaro?
— Adesso viene il bello. Le cinesi lo sapevano. Cazzo sì, sapevano che non erano turisti americani, e come andavano le cose! E hanno detto che fa niente, che andava bene lo stesso. Gesù. Che essere merce è essere qualcosa, invece che un cazzo niente. E io non sapevo che dire. Non so che altro dire.

Le luci di Jones street si spengono e riaccendono, la gente urla, ride, bestemmia in italiano. Fa meno freddo di ieri e domani farà meno freddo di oggi. La ragazza con il cappello si accende l'ultima, poi restituisce l’accendino a un uomo in piedi vicino a lei. Lui si piega, le sfiora i capelli con delicatezza e le dice puttana, baciandole la punta delle dita della mano.

martedì 4 marzo 2008

prima selvaggia vampata di paura


- Drumond, ecco come si chiamava! – se ne saltò fuori così, all’improvviso, come se questa fosse la risposta a tutte le domande, la medicina per tutte le malattie.