venerdì 26 giugno 2009

Tranquillize


Michael Jackson non c'è più. E non c'è più nemmeno Farah Fawcett.
E non è perché non ci sono più Michael Jackson e Farah Fawcett. È che non c'è più un pezzo della mia infanzia.

Quando ascoltavo thriller, quando tentavo inutilmente di imparare il moonwalk, che non ho mai dimenticato come si faceva ad accendere i marciapiedi e mi sono accorto che se esisteva uno così, uno con la pelle bianca e il volto sfigurato allora c'era spazio per tutte le diversità, allora per l'essere umano c'era ancora speranza. Una speranza nascosta sotto gli alberi delle zucche con gente con le mani di forbice e le teste d'ostrica. Gente con gemelli attaccati al corpo e i piedi da elefante. Francamente la perfezione non l'ho mai sopportata.
E non c'è più Jill delle Charlie's Angels. Questo è.

Quindi io sono cresciuto. Sono grande. E sono all'inferno. Adesso capisco cose che non preferirei non capire. Tipo che si proibisce l'educazione sessuale nelle scuole per ovvi motivi - fino a che punto la chiesa cattolica riesce a farsi tenere la bocca chiusa con queste concessioni? - tipo che la narrativa mondiale ha perso qualsiasi potere di incisione sulla società, qualcuno ce la fa a dire qualcosa di potente o siamo davvero morti? Tipo che non c'è nemmeno uno stronzo che ci guidi, nessun movimento culturale di ribellione che faccia esplodere idee come bombe. Vi siete chiesti in che modo si stanno ribellando gli adolescenti? Dove scaricano, bruciano, deflagrano quell'energia in eccesso che si ritrovano dentro?
Siamo impantanati in un'epidemia di schifosa meschinità. E la crisi, quella vera, deve ancora arrivare. E farà male. Presto ci sarà un sacco di gente a spasso, gente che non si accontenta che vuole ciò che non ha e non sa perché non ce l'ha. Gente incazzata che non saprà cosa farci con quell'incazzatura perché ha passato gli ultimi quindici fottuti anni a sentirsi addormentare i sensi dalle stesse persone, dalla stessa persona. E in quel punto della storia ci sarà spazio per gli estremi, biechi ma ignari sfruttatori che butteranno benzina sulle ceneri. E dio solo sa cosa può succedere. Forse esagero, perché no, ma la mia idea è che se copri la pentola e metti l'acqua a bollire non è che poi l'acqua evapora tutta. Di solito a un certo punto esce dalla pentola. Fa saltare il coperchio. E ti scotti.

Mi sono fatto un paio di domande. Mi sono chiesto perché nessuno dice niente quando un presidente del consiglio di un paese civile si comporta chiaramente come un criminale. Mi sono chiesto come, con tutta l'informazine libera di internet , la chiesa cattolica sia ancora così rispettata nonostante i compromessi cui scende ogni giorno con questo governo che a confronto le indulgenze erano roba sacra. Mi sono chiesto perché la gente di sinistra che conosco attacca la classe politica, disprezza fino a star male il presidente del consiglio e invece la gente di destra che conosco - e quelli che vedo ogni giorno su Facebook - disprezzano la gente di sinistra, la odiano, ci sputano sopra. Non la classe politica di sinistra, la gente. È una differenza mica da poco. E mi sono chiesto cosa devo fare, se in questo momento cercare altro, cercare di andare oltre il guadagno momentaneo, l'appagamento da poco abbia senso. Se non convenga accontentarsi.

E mi sono risposto.




Mia: I never intended to be famous, but I do like being the center of attention. It feels just like I thought it would. Totally f***ing great.
Hank: But it's gonna go away.

lunedì 22 giugno 2009

Soffocare




Sto soffocando. Non mi resta poi molta aria.

Sarà per le feste di quelle povere stupide che sognano la tv, i soldi, la fama e se la spassano con il presidente di turno nei cessi dei palazzi del potere, che no, non lo stimo perché ancora ce la fa, mi fanno schifo loro che per cinque minuti di niente venderebbero anche... cosa? Non c'è rimasto più niente da vendere. La verità è questa.

Sarà per un referendum affogato nella bava della Lega che esulta propinando ignoranza come rispetto, applaudendo alle piccolezze, rimpicciolendo le parole.

Sarà per una ragazza, una delle tante, che muore in diretta su youtube. Esultiamo! Abbiamo sdoganato la morte finalmente. Ora si esporta colando di rosso da occhi e bocca in un paese come tanti, dove non si capisce mai chi ha ragione, dove si lotta per idee che forse un giorno poi sono sbagliate.

Sarà perché nel mio lavoro ogni giorno mi sento dire che quello che faccio è sbagliato perché - sai - quelli che in America decidono non ne sanno molto di fumetto e bisogna avere pazienza. O perché il prodotto che hai fatto è per poveri intellettuali come te - che mi ricorda vagamente il poveri comunisti di Berlusconi - mentre un bambino di 8 anni vuole cose più semplici con le parole grosse e le immagini grosse. Così il testo è ancora meno e non fanno fatica. Così lo vendiamo di sicuro. Poi va male e allora si ricomincia da capo con qualcos'altro. Applausi e bonus come se piovesse.

Combatto una battaglia persa probabilmente. Ma sono sicuro che in questo paese qualcosa non vada, e sì siamo noi, che se non ricominciamo a dare alla gente non quello che vuole ma quello che non sa di volere, se non li stimoliamo, se non facciamo circolare le idee ci ritroviamo tutti a Villa Certosa a ubriacarci aspettando il nostro turno nel lettone grande.

Francamente non mi sta bene.

venerdì 12 giugno 2009

Cose Importanti

In tempi dannatamente difficili...


sabato 6 giugno 2009

Si Può Fare


Non ho intenzione di dilungarmi con discorsi che annoierebbero e basta. Parlo con i numeri, come i miei nemici. Dati alla mano, pallottole in canna, soldati in campo, chiamateli come volete.
La qualità è la via. Scrivere, animare, sceneggiare, disegnare, girare (etc etc) belle storie, nuove storie, storie che nessuno prima aveva tentato di fare, con un cazzo di senso, seguendo una morale, o anche solo la propria promessa del cuore come la chiama McCarthy è la via.
Punto e basta.


SI PUÒ FARE (immaginatelo urlato da Gene Wilder, please).
Leggete qui sotto per capire che diavolo sto dicendo:









Ecco. Lo so, non ci sono né la Dreamworks né la Disney vera e propria, ma considerato che la prima fa 5 film ogni 2 anni con lo stampino - perché per loro la quantità conta più della qualità - e che la seconda ricomincia quest'anno a fare film in animazione tradizionale con The Princess and the Frog direi che non c'è storia.

Così, leggendo questi numeri, mi viene da dire che c'è ancora speranza là fuori.

Grazie a Cineblog, anyway.

venerdì 5 giugno 2009

Venghino 'Siore 'Siori


A grande richesta, si replica!
Domani dalle 18:00 sarò alla libreria di via Volta, a Erba (CO), per presentare il mio libro Facebook: domani smetto edito da Castelvecchi.
Venite munite e muniti di tutto quello che serve - che non so cosa sia ma voi portatelo lo stesso. A moderare l'incontro Micol Arianna Beltramini e Adriano Barone. Due contro uno, se ne sentiranno delle belle.

A seguire aperitivo all'Angolo dei Gaudiosi, che già dal nome promette bene. Io sarò lì per bere e insultare i passanti con voi.

Vi aspetto, sul serio.



p.s. ne approfitto per regalarvi anche la scansione del mio pezzo uscito su D di Repubblica.



Mi sento molto Paul Varjack

domenica 31 maggio 2009

Up Up Up in the Sky!


È uscito.
Qui trovate le prime recensioni. È un film strano, che ti fa piangere all'inizio invece che alla fine. Ma non è di questo che volevo parlare.
Nel mio piccolo anche io ho fatto parte di questa cosa. Con la graphic novel (disegnata dai bravissimi Emilio Urbano e Luca Usai) che ho adattato per il Global Publishing della Disney Italia.

È sempre complicato e bellissimo lavorare in contemporanea alla produzione, leggersi la sceneggiatura quando ancora non ci sono immagini e sai che ti cambiaranno un sacco di scene in corsa; andare in Pixar a febbraio, nell'ufficio di Kat, e guardare il film con pezzi di storyboard e 3D non renderizzati; prendere appunti e commuoversi insieme a Chris perché non hai scelta è così che ti prende; andare a pranzo e rendersi conto che l'ideale esiste, che un posto che dici tanto non esiste – per evitare di renderti veramente conto di come stanno le cose qui da te, o, dio non voglia, cercare di cambiarle – be' un posto così lo hanno messo in piedi davvero. Con la stanza dei cereali, con la palestra, la piscina e il campo da beach volley per le pause pranzo. Con proiezioni dei film migliori in circolazione cui tutti sono invitati, con registi come Hayao Miyazaki e Michel Ocelot che vengono a fare incontri, ci puoi parlare delle storie e capire come si fa a farle bene, come nessuno le ha mai fatte prima. E siccome un posto così c'è, io l'ho visto, c'è pure il caso che noi si riesca a cambiare questo di posto, dove viviamo noi. Che sia la tua casa, il tuo posto di lavoro o l'Italia intera.

Qui sotto una piccola preview delle prime due tavole del fumetto (layout e clean-up + colore) che troverete in edicola presto.


sabato 30 maggio 2009

Io Punto il Dito


È successo questo:

No di Einaudi al nuovo libro di Saramago
ROMA - Einaudi non pubblicherà il nuovo libro di José Saramago in cui il premier italiano viene definito "delinquente", "corruttore", e paragonato a "un capo mafioso". Lo sostiene L'Espresso, nel numero oggi in edicola, e lo conferma la casa editrice con un comunicato: «Certo - si legge nelle ultime righe -, c' è poi il non trascurabile dettaglio che l'Einaudi è di proprietà di Berlusconi. Sarebbe allora grottesco che la casa editrice si facesse convocare in giudizio per diffamazione dalla sua proprietà con la certezza di venire condannata». Il libro del Nobel è uscito a fine aprile in Portogallo, patria dello scrittore, e in Spagna. S' intitola Il quaderno, come il blog che l'autore ottantasettenne tiene dall' anno scorso su Internet, ed è composto dai testi pubblicati sul web tra il settembre 2008 e il marzo 2009. Il libro non pubblicato da Einaudi uscirà da Bollati Boringhieri a fine anno. L'ultimo romanzo di Saramago, Il viaggio dell'elefante, è arrivato in libreria due mesi fa: è il quinto titolo più venduto di Einaudi.

Per dirla come Mario Portanova su L’Espresso (via booksblog e paulthewineguy):

Certo, nessun editore al mondo manderebbe in libreria testi che parlano male, e così male, del padrone di casa. Nessun editore al mondo, però, ha un padrone di casa così ingombrante.

giovedì 21 maggio 2009

Mi vedi?


The Absolute Silence
Originally uploaded by fabbriciuse

Io questo Paese non ve lo lascio.
A scanso di equivoci, e di borghezio-types, no, non sto parlando degli immigrati, di quelli che a noi ci sognano di notte.
Io questo Paese a voi non ve lo lascio, classe dirigente dei miei coglioni.

Non che non ci abbia pensato. A fare che me ne andavo, intendo, che prendevo un aereo senza ritorno per la California. O magari per l'Alaska. Tutta quella neve e niente altro. O una cosa tipo Cambogia, non so. Iris se n'è fuggita a Barcellona e cerca un modo per non tornare. Talitha progetta di andare a studiare a Londra e Simona ha già il biglietto. E le capisco, come no. Ma io resto. Adesso io pianto le mie fottute radici e vi rompo le palle finché non sarete voi ad andarvene.
Io il mio cazzo di Paese non ve lo lascio. Ignoranti, drogati, approfittatori, imbroglioni, presuntuosi inutili esseri umani che non siete altro. Buffoni. Di mezza tacca. Io non ve lo lascio, né il Paese, né quel poco di umanità che ci è rimasta, né la dignità, né il cuore, né il cervello, né gli ideali, né l'etica, né la morale. E non ve li lascio giorno dopo giorno, da Italiano come tutti gli altri, compresi quelli che Italiani non lo sono ancora. Un granello alla volta come le formichine. Non vi lascio distruggere più niente, che il danno è già così tanto.

"In qualsiasi altro paese civile" è la frase che sento ripetere più spesso ultimamente. Basta pescare nel mucchio. Pesco.
Leggete questo articolo. Fino in fondo, ne vale la pena. Poi tornate a questo punto:

"Ha fatto pure scalpore scoprire in questi giorni che i 1.058 "ex" senatori per fortuna ancora in vita costano però 1 milione 726 mila euro per viaggi in treni, aereo o per passaggi autostradali, al netto, ovvio, del vitalizio. Platea di beneficiari ridotta ora a 291 in uno slancio di austerity. Rigorismo che ancora non ha scalfito l'Asis, l'assistenza sanitaria garantita ai senatori e ai deputati e ai loro familiari. Basta pagare 25 euro al mese per ciascun figlio o consorte, ma anche - magia del Parlamento - per il convivente, e ogni cura è assicurata. Gratis. Perché la coppia di fatto che le Camere non hanno mai voluto riconoscere, lì dentro esistono, eccome, da tempo. Per l'esattezza dal 1985, quando è stata approvata la legge 687. Qualche sprovveduto Don Chisciotte, di tanto in tanto, prova pure a divertirsi e ad agitare le acque. In questa legislatura la dipietrista Silvana Mura, con un ddl che prevede tra l'altro la riforma del sistema dei rimborsi, da erogare solo dopo l'esibizione delle spese effettive. "Ma, per usare un eufemismo - racconta - non ha suscitato grandi entusiasmi tra i colleghi"."

Ripeto per i duri di comprendonio:
"Perché la coppia di fatto che le Camere non hanno mai voluto riconoscere, lì dentro esistono, eccome, da tempo. Per l'esattezza dal 1985, quando è stata approvata la legge 687."

Vogliamo aprire gli occhi? Posi il mestolo signora, fa niente se la minestra viene male tanto quel dado vegetale lo hanno fatto con grasso animale mi creda. Molla il telecomando, amico, che la partita la puoi finire di vedere dopo e l'arbitro è stato comprato tre volte. Ehi, ragazza, quella telefonata finiscila domani, anzi passa a trovare il tuo ragazzo e uscite a mangiarvi una pizza sul marciapiede.
Adesso apri bene bene gli occhi e le orecchie. E renditi conto che ti stanno prendendo per il culo. Ridono di te. Mangiano alla tua tavola, finiscono i tuoi cornflakes preferiti, si scopano i tuoi figli e pure la tua donna e ridono di te. Prendono i tuoi soldi e ridono di te.
Ridono continuamente di te.
Non voglio illuderti che sia sufficiente reagire per cambiare tutte le cose. La nobiltà, in una forma o in un'altra, c'è sempre stata e poco ma sicuro ci sarà sempre. Questo però non significa che uno non debba combattere, che non debba a ogni stronzata del signor Silvio o del signor Massimo o di chiunque altro di qualunque side si tratti sollevare la testa e dire cose del tipo "ma sei scemo?" e "non ci provare neanche per scherzo". Se no saremmo ancora tutti schiavi o servi della gleba e probabilmente migreremmo verso paesi più ricchi - che sogno eh?
Guarda, non mi illudo nemmeno che le cose possano migliorare a breve. Ma farsi deridere così, andiamo, non è da te.

lunedì 18 maggio 2009

La Balena Bianca



Originally uploaded by fantaisiee

Ti prende così, alle spalle, mentre cammini per strada un giorno in cui fa appena un po' più caldo. È una cosa che a spiegarla ci hanno messo tutte le storie del mondo. E ancora dovrebbero, ancora ce ne sarebbe bisogno dio solo sa quanto.
Ognuno ha la propria. A volte è una montagna alta come la follia, a volte sono denti neri su facce nere su corpi neri, a volte è quella voglia che ti prende di gettare metodicamente in terra il cappello alla gente. A volte è la mancanza di incubi che tiene zitto il tuo ventre, a volte un libro bianco che invece gli dà voce. Una voce che puzza di lacci di scarpe da ginnastica e sangue mestruale. A volte è il desiderio di fare uscire fuori tutto quanto, perché lo spazio dentro è finito. A volte è un piede che poggia male, nella stessa dannata posizione sbagliata. A volte è un cappello da cacciatore, la risata fuori posto dalla quinta fila o due piccoli libri presi nella stanza di Seymour e Buddy. A volte sono le gambe che non riesci a spogliare. In tutti i casi la soluzione è una sola.
È inutile che insisti a stare dove stai, è inutile che fai finta di nulla. Non funzionerà. Fidati, io lo faccio sempre. E puntualmente non cambia nulla. Quella cosa resta lì. Allora ripeto il mio mantra e caccio un respiro profondo. Poi lo faccio. Mi imbarco su una baleniera.
Se no come la prendo la balena?


Tekeli-li!, Tekeli-li!

lunedì 20 aprile 2009

Continuerò a Leggerlo


Anche se non c'è più, anche se non scriverà più dei giochi da bambini e delle carrozzerie sfregiate dei miei istinti. E ho ancora tutti i racconti da finire.
Aveva un punto di vista, e questo non è mai stato poco.

"Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.

Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d’auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.

Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva delle sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore; nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.

Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell’unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.

Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.

Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.

Credo nel nulla.

Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, Dürer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Böcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.

Credo nell’impossibilità dell’esistenza, nell’umorismo delle montagne, nell’assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell’aritmetica, negli intenti omicidi della logica.

Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.

Credo nei voli, nell’eleganza dell’ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con sé la saggezza di statisti e ostetriche.

Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell’universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell’inesistenza dell’universo e nella noia dell’atomo.

Credo nella luce emessa dai televisori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell’intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell’eleganza delle macchie d’olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell’aeroporto.

Credo nella non esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.

Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.

Credo nei progettisti delle piramidi, dell’Empire State Building, del Fürerbunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.

Credo negli odori corporei della principessa Diana.

Credo nei prossimi cinque minuti.

Credo nella storia dei miei piedi.

Credo nell’emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi.

Credo nell’ansia, nella psicosi, nella disperazione.

Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.

Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione.

Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.

Credo nell’alcolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell’esaurimento.

Credo nel dolore.

Credo nella disperazione.

Credo in tutti i bambini.

Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d’aeroporto.

Credo a tutti i pretesti.

Credo a tutte le ragioni.

Credo a tutte le allucinazioni.

Credo a tutta la rabbia.

Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.

Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce."

JAMES GRAHAM BALLARD

giovedì 16 aprile 2009

Questa è l'Italia, Signora


faceme.
Originally uploaded by anna*morosini

Questa è la risposta data dal sindaco de L'Aquila a una giornalista che chiedeva perché un ospedale che aveva l'agibilità al 70% e quindi non poteva stare aperto era invece aperto.
Ora.
Abbiamo paura di perdere quello che abbiamo e come dice mio padre non abbiamo né la voglia né la forza di dire niente. Ci sta. Stiamo seduti nei nostri salotti o nelle nostre cucine a guardare la tv, ricevendo il cibo premasticato, predigerito, preferito. E ci sta bene. "Prodi era un maiale perché rubava, come tutti gli altri, Berlusconi almeno fa le cose. Voi cosa fate?" Questo mi sono sentito dire più volte di quante ne riesca anche solo a ricordare.
No.
Cioé. Viviamo in un paese che forse non ha mai avuto un governo degno di questo nome, ma questo non significa che non si possa fare. Perché se uno stronzo non avesse rotto i coglioni a tutti con le sue macchine volanti ora non voleremmo nemmeno.
Quindi.
Avere un governo decente anche in Italia non è impossibile. Mi chiedo se sia possibile avere un popolo decente. Questo è il problema. E per decente intendo questo:

So che ci sono e ci saranno sempre i ladri, gli assassini, gli stupratori e chi più ne ha più ne metta, ma sappiamo tutti che sono il male. Lo leggiamo nei libri sin dall'asilo.
Fin qui ci siamo.
Il problema è che grazie al potere mediatico di questo presidente del consiglio e dei burattini che lo sostengono da dietro - e per dietro intendo dietro - be' siamo arrivati al punto che imbrogliare, fare i furbi e i prepotenti è una cosa da geni, da eroi, che evadere le tasse e fottere il prossimo è cosa sacra, buona e giusta. Questo come lo cambiamo?
Come facciamo a capire che se ti picchi con uno per un parcheggio già non è normale, ma se tu tiri fuori il coltello e lo pugnali con l'evidente intenzione di ucciderlo e poi lo uccidi e il tuo avvocato difensore (che è pagato per fare 'sto lavoro quindi deve portare a casa la pagnotta) dice che però sei stato aggredito e in fondo il parcheggio lo avevi trovato tu per primo, be' se succede una cosa del genere - non so immagino eh - a questo punto qualcuno dovrebbe urlare: ma sei scemo?
Invece niente.
Invece se fai delle vignette per far riflettere la gente sul fatto che siamo tutti cari e buoni dopo le tragedie, ma prima siamo tutti lì a contare i soldi del nostro tornaconto vendendo anima corpo e virtù di ogni orifizio, allora se fai vignette così devi essere cacciato perché non puoi attaccare le istituzioni in un momento tragico. Ah sì?
A me sembrava che era un buon momento per far capire che ste cose vanno prevenute, che è sempre meglio che curare. La peste nera l'hanno debellata con i vaccini o no? Non la stanno curando, l'hanno proprio prevenuta.

Ragazze, gente che tanto siete solo 25 che mi leggete se va bene, possiamo costruire una coscienza sociale per cui quelli che vanno al mare in Abruzzo e si spacciano per terremotati per stare negli alberghi aggratis vengano impalati sulla pubblica via o quanto meno dileggiati talmente tanto e con tale accanimento che non ce ne siano più?
Perché credo che un serial killer provi più amore per la vita umana di quella gente.

Questo paese ha bisogno di una coscienza collettiva. Siamo esseri umani, porca puttana.

sabato 4 aprile 2009

lalalalala


.
Originally uploaded by sonia de spa
Quarto piano.
Vincenzo la prima volta che l'ho visto parlava dell'inizio di Una Pallottola Spuntata come se stesse parlando dell'inizio di Persona di Ingmar Bergman.
Così quando è diventato professore andai lì e gli chiesi se potevo laurearmi con lui. Accettò.
Della mia tesi non ha mai detto molto, gli piaceva come scrivevo e quello che dicevo, ma mi avvertiva che non stavo facendo una cosa accademica. E quando mi dicono che sto uscendo dalla righe io allora accelero, mi gaso un casino, cerco di sfondare pure il guardrail se mi riesce. Di solito mi faccio male.
Quella volta litigai con la correlatrice. In sede di discussione. E mi tolse la lode. Che non me ne frega niente ora, ma allora ci tenevo come il primo della classe che mi aspetto sempre di essere. Vincenzo era contento lo stesso. Spero. Abbiamo raccontato la storia di una Dea e del suo Creatore e non è poco.

Terzo piano.
Vincenzo mentre era assistente stava con una assistente della stessa materia, che a noi piaceva un sacco. A me soprattutto. Barbie. E le ha dedicato uno dei suoi libri. Lei aveva i capelli rossi e mi ha insegnato il postmoderno come lui mi ha insegnato il moderno. Me li ricordo che se ne vanno per i corridoi di S. Agnese mano nella mano, alla fine delle lezioni, custodi e rampe dei miei sogni.
Scendono le scale. E lui le dedica un libro.

Secondo piano.
Vincenzo me lo vedo così se chiudo gli occhi. Che parla con fare calmo. Che litiga con il boss dei boss fuori dall'aula per chissà quale motivo. Che a 33 anni aveva già una cattedra.
Il suo libro mi ha insegnato un sacco di più di quanto mi aspettassi: ha chiuso il cerchio.

Primo piano.
Vincenzo il quattro marzo ha accettato la mia richiesta di amicizia su Facebook. Gli ho scritto che volevo vederlo per raccontargli cosa avevo fatto. Magari ne sarebbe stato contento. In fondo è anche merito suo se non ho ancora imparato a evitare i guardrail. Di questi tempi è l'unica cosa che mi tiene in vita in un mondo di morti.

Piano terra.
Vincenzo non ha risposto al mio messaggio. Più tardi, leggendo i commenti sulla sua bacheca capisco che qualcosa non va. E scopro che Vincenzo è morto il 13 marzo. Non si sa come. È caduto all'indietro dal quarto piano di casa sua alle cinque del mattino. E io non so come si cade all'indietro alle cinque del mattino dal balcone di casa tua. Posso immaginarmelo ma è un'immagine da cinema, non è reale.

Il film finisce con una ragazza sulla spiaggia. Ha una sigaretta in mano. Il protagonista la guarda come si guarda tutto quello che si muove così in fretta che quando provi ad allungare la mano non c'è già più.
Ha la voce delle monete cambiate d'estate al baretto all'angolo, quelle che usi per giocare al calcetto mentre i grandi vanno a baciarsi con le ragazze sulle sdraio dei bagni. I suoi piedi nudi lasciano tracce leggere nella sabbia, tracce da infilarci le mani dentro per avere l'illusione di toccarli. Si volta e lo guarda il nostro protagonista che è arrivato fino a qui senza più niente tranne quella maledetta valigia piena di foto. "Domani" dice sorridendo. E come un'idiota anche lui si mette a sorridere. Anzi ride. La valigia si apre e le foto cadono sull'acqua.
Wild World parte in sottofondo. Titoli di coda.

Il pubblico in sala, timidamente ma inesorabilmente, applaude. Un gran bel film.

Prof, mi sa che punto verso un altro guardrail.

venerdì 27 marzo 2009

Forse Non Hai Capito


M
Originally uploaded by green.eggs
Piantiamola con il plurale, piantiamola con il noi. Basta con il 'facciamo qualche modifica qui'. Si tratta di IO e di TE. Non ti sei accorto di niente, troppo impegnato a tenerti il lavoro, che se non stai attento domani ti ritrovi in mezzo a una strada. Troppo impegnato a inculare qualcuno che in fondo la vita è così (allora, ti senti meglio adesso?). Troppo impegnato a commentare l'ultima puntata di XFactor, perché è un programma fatto bene e interessante e bla bla bla.
Lo vedi il bel culo qui accanto? Continua a guardarlo, dai, fai finta di niente. In fondo ti hanno appena privato di una libertà fondamentale, e che sarà mai? Ne hai ancora un sacco. E poi, in fondo, non potrai solamente più decidere cosa fare del TUO corpo. Che vuoi che sia? Anzi, sai che c'è, ci pensa Gasparri, lui che, non avendo chiaramente MAI vissuto nel mondo reale, sta con il partito della vita, il partito vincente. E nessuno, si sa, vuole essere del partito della morte che perde sempre.

Tra uno status di Facebook e l'altro, tra una tetta e un culo andate qui, commentate postate fate qualcosa:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=339466
http://www.lestorie.rai.it/category/0,1067207,1067002-1084792,00.html
Rrobe
AdrianoBarone
Violetta Bellocchio



Si annunciano novità, mia cara e mio caro. Dal 1 aprile 2009 stabilite con un DL d'urgenza firmato da Benedetto XVI multe salatissime e fino a venti anni di carcere duro, regime 41bis, per chi compra i preservativi al di fuori delle feste di gavettoni per la fine dell'anno scolastico.
La domanda è sempre la stessa e, purtroppo, anche la risposta. Ma gli italiani quante bastonate possono prendere prima di dire basta?


Ah, intanto nel mondo succedono queste cose.