mercoledì 24 settembre 2008

Gli Idioti



burn after reading - cohen brothers

il primo quarto d'ora è di una noia mortale. Io già non ho amato tantissimo 'Non è un paese per vecchi', perché dopo che hai letto il libro (bla bla... segue polemica sui film che vai a vedere dopo che hai amato il libro da cui sono tratti).
Insomma dopo un quarto d'ora son lì che mi chiedo se non ho sprecato quei bei 7 euri per vedere un film inutile e noioso.
Poi le cose cominciano a girare, dopo la presentazione i personaggi cominciano a muoversi, a incontrarsi e scontrarsi e il film scorre piacevolmente fino alla fine, divertentissima. Non è un capolavoro, no no, ma è divertente. E vale su tutto lo scambio finale:

CIA Superior: What did we learn?
CIA Officer: Uh...
CIA Superior: Not to do it again.
[pause]
CIA Superior: I don't know what the fuck it is we *did*, but...

Un film sull'inutilità della vita, sull'idiozia che uccide (letteralmente) e sulla verità universale che sforzarsi per cambiare la propria vita sia uno spreco di tempo.

Brad Pitt, nonostante i tanti acclamati spoiler e i trailer e le featurette è un attore inutile. Per creare una macchietta ripete le stesse cose dieci volte, alla seconda già non gli credi più - ti viene da dire 'ehi, guarda Brad Pitt che fa l'idiota' e andiamo!
George Clooney, invece, cazzo lui sì che è un attore. Fa ridere alzando un sopracciglio. Ha creato un personaggio perfetto, che mi verrebbe voglia di vederci un film su di lui e alla fine, dopo i titoli di coda, ti aspetti di vederlo su qualche spiaggia del Venezuela a correre. E se lui corre tu sai cosa è appena successo. E ridi. Magico.

lunedì 22 settembre 2008

Cose che Succedono


Mi è arrivato un pacco. Dimensioni ridotte. Indirizzo di Play.com dal Jersey.
Tutto contento lo apro, è un dvd. Una serie tv. Mi fermo un secondo e realizzo che io un pacco non lo stavo aspettando. Prima panico - cazzo mi hanno rubato il numero della carta di credito - poi mi calmo e rifletto. Qualcuno mi ha fatto un regalo, in fondo non è passato molto dal mio compleanno.

Peccato che non sappia chi. il misterioso benefattore o benefattrice non ha fatto biglietto. Però grazie. Questa serie non ce l'avevo e la guarderò con gusto.

Strana giornata. Poi posto qualcosa di più intelligente, eh...


ok, scoperto il colpevole. Era Gianmaria che me lo ha mandato dal Belgio!
La prima serie di The Wired, la preferita di Alan Moore e Obama. Vi farò sapere.

Ora chiamo la cri che c'ha la febbre...

martedì 16 settembre 2008

Se Walt...

Questa cosa non è per bambini. O forse sì, visto che un tempo nelle favole c'era chi se li mangiava i bambini...

Dovremmo tornare da quelle oscure parti. Con i mostri veri sotto il letto e le streghe che ti mettono nel forno.

domenica 14 settembre 2008

Uno Scherzo Infinito


luglio 08
Originally uploaded by overperception
"Fiction's about what it is to be a human being."

"The really important kind of freedom involves attention and awareness and discipline, and being able truly to care about other people and to sacrifice for them over and over in myriad petty, unsexy ways every day."

Due giorni fa è morto David Foster Wallace. Lo hanno trovato impiccato.

Non so perché lo abbia fatto, se lo ha fatto. Di solito quelli come lui lo fanno per consapevolezza. Ma chissà. Sunset Limited di Cormac McCarthy e Hemingway che lucida il fucile pensando a suo padre.

Mi vado a rileggere un po' dell'aragosta. C'è dentro i suoi racconti, soprattutto, una cosa che potrebbe

giovedì 11 settembre 2008

POC

È in edicola il numero 12 della rivista Pirati dei Caraibi Magazine. L'ultimo.

Dopo 10 storie lunghe e 9 storie brevi. Dopo i redazionali e i giochi. Dopo le ore passate a scaricare reference del secondo e del terzo film (sono le immagini che servono poi come riferimento a disegnatori e grafici). Dopo innumerevoli soggetti bocciati o modificati. Dopo tutto questo Pirati dei Caraibi Magazine chiude.
O meglio continueranno a farlo in altri paesi ma con altre storie non mie. Io mi fermo qui, scendo dalla Perla Nera. Peccato. Perché è stato il mio primo lavoro importante in Disney, perché con la mia prima storia - Il Teschio Nero - ho dato l'impronta alla serie. Perché le avventure di Jack mi piacevano, mi sentivo nel mio piccolo vicino a gente come Eisner con il suo Spirit o Sclavi con i suoi Altai & Johnson (con le dovute differenze, eh!).

Sono molto fiero di quella prima storia disegnata da Narciso e Chimisso (e della sesta di Urbano Forlini con il giochino legato alle origini del Mahjong). Molto, molto fiero.

Capitan Jack Sparrow saluta e ringrazia. Sperando di avervi rubato qualcosa nel viaggio e che scendiate dalla nave più leggeri.

Casa Dolce Casa (con un po' di liti familiari)


A questo indirizzo trovate la storia breve intitolata Casa Bad7 scritta da me medesimo e disegnata dall'impareggiabile Nicola Tosolini. Potete leggervela aggratis.
Sul numero in edicola (già già è uscito!) trovate anche un'altra mia storia lunga, insieme alle storie di Tito Faraci (applausi, prego) e Giorgio Salati (Giorgio se ci sei batti un colpo). Io dico che vale la pena comprarlo.

Ultima cosa.
Dovrei scrivere sui forum le risposte alle critiche, forse. Per ora non lo faccio, magari poi comincio. Non lo so, la verità è che è Disney e basta. L'unica cosa che tengo a dire - per tutti quelli che postano lì e non solo - è che PK ha veramente rotto. Basta. Pk era un capolavoro, lo so anch'io, quando ero al liceo aspettavo solo il momento in cui sarebbe uscito un numero nuovo. Peccato che NON fosse Topolino, non era pubblicato sul settimanale e non aveva gli stessi personaggi.
Quando ne parlano a proposito delle storie di Topolino, mie o di chiunque altro, mi piacerebbe questo, che si rendessero conto che è come paragonare una meringata al cioccolato e noccioline e un piatto di pasta al sugo della nonna. Non c'entrano niente.

(poi ci sarebbero da dire mille altre cose sulle possibilità di fare OGGI una cosa come Pk - più che sulla mancanza di idee -, ma sembrerebbero scuse agli occhi dei non addetti. Dico solo che Valentina De Poli sta provando a fare molto con Topolino per fargli raggiungere nuove vette di qualità e di questo almeno dovremmo essere tutti contenti)

martedì 9 settembre 2008

It's the End of the World as We Know It


Il supertest al Cern

L’italiana del Big Bang:
«Non inghiottirò la Terra»

Fabiola Gianotti guiderà 2.500 scienziati: «Cerco la particella di Dio»

leggete qui

Tanto non succederà. Ma sarebbe quantomeno ironico che dopo tanti film e libri sulla fine del mondo il mondo finisse davvero. O che trovassero sul serio Dio.
Avrei un paio di cose da dirgli.

Io di scienza so poco o nulla, ma questa storia dell'acceleratore di particelle che crea buchi neri e trova l'onnipotente mi piace un sacco. Ora mi vado a leggere Blues della Fine del Mondo di Ian McEwan. Domani quando accendono il pupo svizzero cercherò di stare facendo qualcosa di bello, di metterci tutto il cuore come dice Salinger. Magari inizio a scrivere il primo capitolo del libro che sto preparando da un anno, nella mia testa, magari dell'altro che è arrivato solo da un mese. Magari vado al parco e mi siedo sul prato a non fare niente.

"Just remember what ol' Jack Burton does when the earth quakes, and the poison arrows fall from the sky, and the pillars of Heaven shake. Yeah, Jack Burton just looks that big ol' storm right square in the eye and he says, "Give me your best shot, pal. I can take it."

"In giorni così, il meglio che si possa sperare è di avere imparato qualcosa. Qualunque cosa. Anche di poco conto. Anche solo a prendersi il tempo per sdraiarsi su un prato, e pensare a tutte le cose che devi ancora fare."

In ogni caso fidatevi, non andate a vedere Shrooms!

lunedì 1 settembre 2008

Tutti gli Altri ne han...


"Tra poco sarai fottuto anche tu"
21:57:22 da AleScarano

Ebbene, 30 anni fa, in una mattina fredda e tempestosa venne alla luce il sottoscritto. Questo significa che oggi, 1 settembre 2008, è il mio trentesimo compleanno.

Mi mancherà quel dannato 2 davanti.

sabato 30 agosto 2008

Waaalleee

Wall.E Graphic Novel in uscita a ottobre 2008 per la Disney, disegnata da Claudio Sciarrone, scritta da me medesimo.

Realizzare l'adattamento a fumetti di Wall.E è stata un'impresa. Non solo perché notoriamente gli adattamenti dei film sono un po' una rogna (cambiano la storia in progress, devi stare dietro alle milioni di correzioni che chiedono, ogni step necessita di approvazione dagli studios...) e non solo perché ero alla mia prima esperienza nel campo e per molti versi sono ancora un novellino, un novellino sfacciato, ma pur sempre un novellino. Ma perché questo film è muto.
Più o meno. Diciamo che i due protagonisti dicono due parole per tutto il film. I loro nomi.

Di solito quando si adatta un film si gioca sul dialogo, si tagliano le scene mettendo l'inizio e la fine di uno scambio di battute, riassumento, giocando con l'intuizione del lettore, perdendo le sfumature per spingere sull'intensità dell'immagine.
Il fatto è che qui le sfumature SONO il film. E renderle in un numero così limitato di tavole (48), con una struttura leggibile a più livelli e a tutte le età è stata una sfida. Una sfida bellissima, badate, io adoro lottare su queste cose, spingere al limite le potenzialità di un mezzo e scontrarmi con i miei limiti, farmi male come un cocomero lanciato a 200 all'ora contro un muro di mattoni, e poi alla fine riuscire, un poco, a passare oltre.
Riprodurre in un pugno di vignette un gesto importante come quello della mano, rendere chiara la storia senza perdere le emozioni e tutto solo con i disegni, o quasi. Sì, ci sono delle didascalie (a dire il vero ce ne sono molte di più di quelle che ho messo originariamente io ma vabbé), ma tutto è affidato principalmente alla sequenza. Non a una vignetta, ma al susseguirsi delle vignette, al loro interrompersi, al salto, alla closure che devono comunicare la storia nel migliore dei modi possibile.

Tutto questo per dire compratela e ditemi che ne pensate (ok, ve lo ricorderò a ottobre) e che non sempre il fumetto commerciale - per così dire - è affettato e realizzato con superficialità. A volte si nasconde anche lì, tra compromessi e scelte imposte, un po' di sperimentazione.



Evaaah


È uscito a giugno. Almeno in America. Qui da noi arriverà il 17 ottobre. Ce ne manca.
Io l'ho visto e rivisto mentre stavo lavorando alla graphic novel. (vedi post seguente). Poi l'ho visto ancora a San Francisco, 3 volte.
Mancavano dei pezzi quando ce lo hanno mostrato in videoconferenza direttamente dagli USA (loro fanno così, sono avanti, come direbbe mia nonna), alcune sequenze erano fatte solo con gli storyboard (disegni a mano, nonna) ma più o meno c'era tutto.
Ho letto la sceneggiatura dalla prima versione all'ultima - e in mezzo ne sono passate un bel po', credetemi. E sì, lui assomiglia paurosamente a ET e a Cortocircuito, sono identici, ma anche chissenefrega.

Wall.E è stupendo. È tornare bambini. Quando giocavi in cortile con la tua banda - io ne ho avute due o tre, una per ogni posto dove sono passato - e c'era la ragazzina figlia del vicino di casa, che avevi appena conosciuto ma già ci passavi tutto il giorno insieme, come se la conoscessi da sempre, a scavalcare muri, a esplorare rovine, a nasconderti da qualche parte fingendo di essere un cavaliere, un supereroe o qualsiasi altra cosa. Ti faceva sudare e agitare quando ti sorrideva e non pensavi a niente e vivevi e basta.
Poi vi prendevate per mano e allora era fatta. Eri il bambino più felice che ci fosse mai stato. Ecco, Wall.E è un po' così. Un film che riesce a farti piangere quando Eve e Wall.E si prendono per mano. Cioé niente parole, niente scene struggenti preconfezionate, solo una mano che prende l'altra. Una cosa così semplice e così difficile oggigiorno che fa mancare il fiato.

Poi ci sono cose su cui discutere, certo, ma ne parliamo quando esce in Italia. Per ora vi dico che è il più bello che abbia visto finora della Pixar. Parola.
Anche se sto lavorando alla graphic novel di Up - il prossimo film Pixar - e la prima parte è davvero geniale e potente (con loro è sempre così). Magari stavolta faccio un resoconto minuto per minuto del lavoro...

Intanto vi dico che nonostante l'abbia visto una marea di volte aspetto l'arrivo del mio amico Wally come una vacanza. Lo aspetto come una volta si aspettava il Natale e la pubblicità della coca-cola. Quella di 'vorrei cantare insieme a voi in magica armonia', presente?

Mai come in questi giorni mi viene da pensare a quelle mani che si tengono.
L'amore di un robot salverà il mondo, l'ho letto da qualche parte.

Speriamo.

giovedì 28 agosto 2008

La Notizia dell'Anno

Per evitare di vomitare tutta la mia inutile indignazione - non saprei cosa scegliere fra il bagnetto nella riserva del signor terza carica dello stato, il colpo di mano detto anche inculata che ci hanno fatto con la storia della Compagnia Aerea Italiana o il simpatico commento sulla razza padana che vince i giochi di Bejing - vi regalo quella che secondo me è la notizia più bella dell'anno:

Sex and the Olympic city

Tomorrow night thousands of young men and women with the most fit, toned bodies in the world will mingle for the last time before they fly home. What might they get up to?

il resto lo trovate qui

Non so a voi, ma a me ha fatto venire in mente quell'atmosfera da gita scolastica o da meeting che fa tanto dolce nostalgia. Mi sono sentito allegro, lo so è idiota, ma che ci volete fare?

Intanto mi iscrivo a qualche sport poco faticoso prendo i biglietti per Londra 2012.

martedì 5 agosto 2008

E speranza (o facciamo sparire le matite...)

The Dark Knight - quattro su cinque stelline
(spoiler advice)

"Heath Ledger è incredibile, non riesco a dimenticarmi il suo Joker"
"Già..."
"E non è perché è morto, era bravo davvero!"

"Però io non ho capito benissimo la storia del coreano, dei soldi e dei mafiosi"
"Boh, alla fine nemmeno io, però chissenefrega"
"Già, chissenefrega"

"Alla fine i cattivi vincono un po' tutti..."
"E Batman diventa cattivo..."
"Mi aspetto il Dark Knight Returns adesso, basta che lo facciano fare a Nolan e non a Miller se no ci ritroviamo con un altro clone di Sin City e credo che Spirit sia già offensivo abbastanza"
"Già, un bel DKR con un gruppo di ragazzini alla fine e un futuro migliore"
"Come sei romantico"
"Il romanticismo è morto con Rachel Dowes"
"Che botta... così si fanno i film che rompono le tradizioni"
"Già"
"Già"

Ok, al film manca qualcosa. La regia delle scene d'azione è piatta, identica a quella delle scene dialogate, la fotografia è quasi sempre piatta, anche quando non dovrebbe, e il montaggio è inesistente. La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, ci sono pezzi molto lunghi in cui non si capisce perché succedono le cose che succedono, la conversione di Harvey Dent a Due Facce non è molto credibile e alla fine dei conti la regola sembra tell don't show.
Eppure.

Eppure Ledger ha creato il Joker migliore di sempre e mi perdono da solo visto che sono un adoratore di Burton (quello di una volta).
Fa una paura del diavolo (cazzo quanto lo adoro, è illuminante) e riesce a dare una risposta alla follia del mondo - al contrario di tutti gli altri personaggi. Non con il caos, no. Con la razionalità più estrema. Il Joker gioca di ingegno, con piani così perfetti da sembrare folli. Sa che Batman non lo ucciderà mai e se ne approfitta, lo giostra come un burattino; è uno sceneggiatore con un suo personaggio. È lui che fa le regole.
E adesso farò sparire questa matita. Bombe a mano, costumi da infermiera, nessuna verità o tutte le verità insieme. Il Joker è vero come le sue cicatrici, ecco perché fa paura. Reale come il barista che ci ha servito il caffè stamattina.

E poi. I Nolan hanno intuito qualcosa, qualcosa di grosso e a loro modo lo riproducono. Il modello di story classico non va più. Non funziona perché non riflette il mondo come prima. È uno dei motivi dell'insuccesso di un grande film come Speed Racer; è vecchio, almeno dal punto di vista della storia.
E allora ecco che la struttura viene smontata in mille pezzi, frantumata e - un po' come in Ratatouille - non sei mai sicuro di chi sia il tuo protagonista. In un mondo come quello di oggi speriamo davvero che arrivi un Harvey Obama a fare qualcosa. Di una fantasia come Batman nessuno ha più che una vaga fantasia, appunto.
Lo capisce per primo lo stesso Bruce Wayne. Non ci viene da sognare perché di tempo per sognare non ne abbiamo, siamo troppo informati. Vogliamo tutto e subito e che sia vero. Come Gomorra, come il telegiornale.

Solo i bambini sognano ancora gli eroi. Con loro torneranno come sono tornati dopo Don Chisciotte. Con noi ci sono solo i mafiosi che non vanno in galera, il Joker che non muore e la vaga speranza che la gente (quella delle barche), in fondo in fondo, non sia tanto brutta come sembra.