giovedì 18 febbraio 2010

come dice lui


Vergine (23 agosto - 22 settembre)

Stai affaticando così tanto la tua psiche che se ti guardo sento io il bisogno di riposarmi. Perciò non voglio incoraggiarti a seguire la tua inclinazione a fare sempre il tuo dovere fino allo sfinimento. E, anche se ammiro il tuo perfezionismo, non voglio spingerti a seguire questa tua tendenza. È con grande sollievo, quindi, che ti consiglio di prenderti una settimana di vacanza dai comportamenti appena descritti. Prova a fare degli esperimenti giocosi e cao­tici, che al momento sono più consoni alle tue necessità. Cerca di esplorare senza scopo e di improvvisare a ruota libera.

dal genio

giovedì 28 gennaio 2010

Unicorno Striato di Blu


-Ehi, come stai?
-Ho sentito alla radio una notizia e pensavo di chiamarti.
-Quale notizia?
-È morto J.D. Salinger.
-Ah. Allora è vero.
-Lo sapevi già?
-Un amico... su Facebook... prima... ma non... non pensavo fosse vero.
-Mi sa di sì. Non c'è su Repubblica online?
-Sì. Adesso c'è. Cazzo.
-Mi dispiace, ale, non volevo darti la notizia io.
-Scusa... scusa... ci sentiamo dopo...


Ecco.
E adesso?

È morto J.D. Salinger. E anche se suona stupido e infantile e da bambini, non me ne frega un cazzo di niente. Mi sembra che il mondo sia un posto più freddo. Lui non c'era già da anni per il mondo, ma sapere che era vivo, da qualche parte, a scrivere nella sua piccola stanza e a lottare contro l'imbecillità umana mi faceva star bene.

–

A te. Che hai scoperchiato il tetto della mia casa, che hai disegnato con le dita la forma di quello che sono e faccio, nella cenere delle sigarette. A te. Che non posso più lanciarti una pietra. Che sei il libro bianco del mio libro, che hai condannato Cecilia e salvato Laura. A te. Che non mi stanco mai di leggere. A te che mi hai mostrato la signora Grassa con la radio accesa e le vene grosse alle gambe. E tanto basta.

Ti auguro di aver avuto la risposta giusta alle domande della fine. Seguivi le tue stelle quando scrivevi? Ci stavi mettendo tutto il cuore?

grazie di tutto
buonanotte

ah, giusto:

"Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti"

lunedì 25 gennaio 2010

Assente Giustificato


Sono sveglio da più o meno 36 ore.
Ho lavorato tutta notte - ma vale per tutti i mesi passati - per consegnare il numero Zero di qualcosa di nuovo. Che non abbiamo idea di come andrà o se si farà. Ma ci proviamo, cazzo.

In tutto questo non ho visto Avatar anche se avrei voluto, non mi sono aggiornato sulla politica, sui morti di Haiti, sulle cazzate a raffica dei finti maestri del nostro secolo e ho perso il controllo sul resto della mia vita - riducendolo a un puro pensiero encefalo-cellulare, invece che a un fatto-materiale.
Ma tutto scorre, anyway.


Comunque:

- Ho scoperto di essere capace di fare cose che non pensavo di saper fare. E ha a che fare con questo post e scrivere le cose non le parole delle cose. Non ho la minima intenzione di rallentare la corsa.

- Ho scoperto che l'orgoglio è una brutta bestia, ma l'insicurezza è peggio. E mi sono ritrovato a confrontarmi con l'orgoglio ferito e l'insicurezza arrabbiata di gente di 40/50 anni che dovrebbe imparare a crescere ma non dovrei essere io a dirglielo. Io dovrei essere quello immaturo.

- Ho scoperto che se stai costruendo qualcosa non è dalla cosa che devi dipendere. Cioè che te ne puoi anche andare dalla cosa magari, ma quello che stavi facendo, il fare per fare non per il risultato, ecco quello sei tu. Che di cose ne puoi costruire a migliaia se resti saldo su quel fare.

More Soon
Per intanto voglio dire grazie a quelli che sono stati con me in questa cosa, che hanno sudato parole e immagini. AleM. Micolina. Nebo. RRobe & Ottokin. Makkox. Diegozilla. Fredi. Paola. Alan D.. Nicolai. Adriano. Enrica, Sabrina, Julia e Massimiliano. E Fabio che mi ha fatto scoprire un posto nel mio fare che non sapevo esserci.

lunedì 30 novembre 2009

Questa Casa è Tutta da Bruciare



Preso dal lavoro
(c'è un ENORME progetto in ballo e come tutti i progetti che contano è un lancio nel vuoto senza soldi né garanzie - e poi ci sono i lavori da chiudere, la sceneggiatura di Toy Story 3 che richiede energie supplementari, è difficilissima, come chiudere un elefante in una lavatrice, e la graphic novel di Alice da seguire nei suoi ultimi passi con il making of e l'introduzione) insomma con la testa persa di qua e di là ho abbandonato un poco il blog. Ma ora torno. Per dire una cosa (e poi per continuare, certo). Ma stanotte mi preme dirne una.

Mi è venuta mentre vedevo il telegiornale (volete davvero un riassunto delle stronzate che riescono a dire?) e scorrevo poco dopo le notizie in rete (Mafia, Russia, Iran, Obama che a sto punto potevano dargli il premio nobel in medicina leggo), mentre controllavo i messaggi su facebook e le mail, mentre ero al telefono e seguivo blob con Vespa e la sua casetta in Canadà. Mi è venuta questa cosa. Devo chiedere scusa a George Lucas.
Tutto qui? Yes and no.
Intanto perché? Perché Guerre Stellari ha sempre ragione. Anche quando fa schifo. Pensateci.

C'è questo qui, che è lo Jedi più fico dell'universo. Piccolo e verde e con dei grossi problemi di grammatica, ma è forte come nessuno. E saggio. E dopo una scaramuccia con, non dico il cattivo, ma lo sguattero del cattivo, insomma dopo una scaramuccia in cui non ha perso, hanno pareggiato, be' lui si ritrova in dubbio serio. E valuta.
Da una parte l'impero che sorge. E non è una cosa bella si è capito a suon di omicidi e brutta roba simile. Dall'altra la vecchia repubblica, il valore dei Jedi, la loro sapienza che rischia di andare perduta. E lui che fa? Lui, che è quello in cui noi riponiamo tutte le nostre speranze - di spettatori e non solo - lui che gli urliamo "spaccagli il culo, Yoda!", bè lui se ne esce con questa roba:

"In esilio devo andare: fallito io ho."

Ora. A parte che non hai fallito ancora, scimunito. E a parte che, cazzo, almeno muori sul campo di battaglia prima di lasciarci nella merda. Vabbé, a parte queste cosucce, perché te ne vai? All'epoca non compresi questa decisione. Ora sì.

Perché a un certo punto è davvero il caso di lasciare tutto e sparire su un pianeta senza tecnologia, forte del Lato Oscuro, a casa vostra. Vaffanculo. Avete già vinto. Posso solo aspettare che venga un giovane da me, su Dagobah. Uno che è destinato a diventare tanto potente come Jedi come voi omuncoli non potete manco sognarlo. E io lo allenerò a farvi un mazzo così. A strisce, a pallini e rosette. E per voi sarà finita e l'universo sarà salvo. Un giorno. Ma non oggi.

Oggi hanno già vinto.
N'est-ce pas?

lunedì 26 ottobre 2009

Lost in Disillusion


Se fossi uno con il potere, e non lo sono, ma se fossi uno che ha bisogno di mantenere il controllo, di conquistare spazi e impedire ribellioni perché mi piace la sottomissione imbecille, se fossi uno così e volessi tutte le regioni di un paese dalla mia parte, per dire, per prima cosa mi procurerei un video rubato del presidente di una di quelle regioni. Un video pesante, uno di quelli che non si può far finta che non ci siano. E lo manderei ai sottoposti dei sottoposti dei miei sottoposti. Ma non farei sapere chi l'ha mandato. Userei una trans come tramite, poi la farei fuori, tanto chi ci bada?
E a questo punto lo farei ricattare per bene, quel presidente, e con i soldi ungerei il meccanismo dei sottoposti. Poi farei scoppiare la bomba.
BAM
E pianti e crisi e al suo partito che già è a pezzi ci polverizzerei i resti. Poi a un certo punto, se fossi uno con il potere, siccome il potere e l'autorità sarebbero tutto per me, ma di più lo sarebbe la minaccia concreta, a un certo punto farei una dichiarazione pubblica così, dal nulla. Che nessuno avrebbe manco pensato di additarmi o nominarmi. E io mi ci infilerei invece. Dicendo una cosa tipo:
Cioè io lo avevo avvertito. Gliel'avevo detto che avevano un video su di lui.
Così chi vuole capire capisce. Capito?

Ma io non sono un cazzo, io mica ce l'ho il potere. Sono uno che non gliene frega niente di cosa fa la gente a letto che sono affaracci suoi. Io invento storie e persone per lavoro. E basta.
E questa è solo una storia con delle persone.

giovedì 15 ottobre 2009

tUPolino


Ultimora.
Sul numero di questa e della prossima settimana di TOPOLINO troverete la graphic novel "UP", ovvero l'adattamento a fumetti del nuovo film della Pixar - sceneggiato da me e mirabolamente disegnato da Emilio Urbano e Luca Usai (+ colori spettacolari di De Giuseppe, Fontana, Kawaii, Scolari e Vogt).

E non è venuta affatto male, secondo me. Leggendola mi sono sorpreso. Un poco, senza esagerare, sono migliorato. Fare questa cosa, adattare una storia in progress dallo schermo alle vignette, mi ha fatto imparare tantissimo sul fumetto. E mi ha fatto andare nei Pixar Studios già 3 volte.
Che dire, sono contento.


(poi la smetto di bullarmi, promesso)

mercoledì 7 ottobre 2009

103


In edicola c'è il numero 103 di W.i.t.c.h. e l'ho scritto io e sembra che non sia venuto tanto male.
Mi hanno scritto per dirmi che era tempo che non leggevano una storia così delle cinque ragazzine con poteri magici e ne sono molto felice. La cosa divertente è che ho impiegato un terzo del tempo che di solito impiego a scriverle. Forse anche meno. Molto meno.

Un sacco di anni fa, alla radio, sentii un'intervista a Bob Dylan. Che diceva che Like A Rollin' Stone l'aveva scritta in mezz'ora, una notte di tanto tempo prima. E se per un secondo mi sembrò il solito presuntuoso etc, il secondo dopo aggiunse una cosa tipo: "cazzo, non mi riesce più. Adesso impiego dieci volte tanto e scrivo canzoni che non valgono niente."
Non me lo dimenticherò mai, il tono di quel "non mi riesce più".

Funziona davvero così. Che le cose migliori le fai senza pensare, così. Come vengono vengono.
E vengono da sole.

domenica 27 settembre 2009

Sunday Afternoon


"Siate ordinati e meticolosi nella vostra vita borghese così da essere violenti e originali nella vostra arte."

Flaubert (via micronemo) (via chettimar) (via lapupachasonno)

Un imperativo che ho sempre trovato più che condivisibile. Detesto il “maledettismo”

Sunday Morning


"E’ ora che gli italiani scendano in piazza a protestare contro se stessi."

Aldo Busi (via progvolution) (via lapitzi) (via placidiappunti)

Cazzo, è una delle cose più vere che ho letto negli ultimi 150 anni.

(via thecomedian)(via hneeta)(via rispostesenzadomanda)(via scriptabanane)

(via bidonica)

mercoledì 23 settembre 2009

Non è Paese




Guardo, per sbaglio, due minuti di Studioaperto (a questo proposito vi consiglio caldamente questo blog). Ora.

Al di là della notizia sull'approvazione dell'emendamento sullo scudo fiscale, data senza accennare in nessun modo al non-voto del PD che ha abbandonato l'aula e senza nemmeno un chiaramente noiosissimo approfondimento per spiegare che diavolo stanno combinando - di nuovo - i silvidioti (leggete qui), al di là di questa notizia, dicevo, c'è un altro servizio che mi ha colpito profondamente. Quello sui disturbatori TV.

Si parte con il simpatico video di Striscia la Notizia, quello sul trio di giovani virgulti dell'Italia contemporanea intenti a calarsi i pantaloni e mostrare le natiche alle telecamere del TG1 mentre una giornalista sta facendo il suo lavoro. E subito si tranquillizzano gli spettatori dicendo che va tutto bene, perché, diciamolo, succede anche alla CNN. E se succede alla CNN...
In quel momento partono i video sui terribili disturbatori anglosassoni.
I quali (ma forse non se ne sono accorti perché a Studioaperto ne sanno di inglese come la Ventura e gli autori di Quelli che il Calcio ne sanno di musica), i quali, dicevo, sono persone elegantemente vestite che spiegano in tono fermo e pacato al giornalista di turno che loro, per essere a quella convention, hanno sborsato fior fior di quattrini e ci terrebbero a sentire cosa viene detto sul palco senza essere disturbati dalle chiacchiere microfonate di un giornalista.

La conduttrice mediasettica sorride e chiude il servizio con una battuta. Il mio cervello riepiloga i due concetti:
- disturbatori del Mondo Anglosassone 2009 = fatemi ascoltare in pace
- disturbatori dell'Italia 2009 = facciamo vedere il culo in tv, dai

Grazie Studioaperto. Grazie. Ancora una volta e per sempre. Grazie per queste perle sull'Italia di oggi.
Non è paese gente.

giovedì 17 settembre 2009

E andiamo...



Sono tornato,
al blog, a Milano, alla casa nuova da rifare, al paese degli allegri vidioti. A Patrick Swayze, a Jim Carroll e Mike Bongiorno. Alla china dei pazzi bassi e calvi che vanno in giro con i rialzi e fanno i trapianti di capelli, alle delusioni ideali dei sognatori con l'iphone e alle paure sentimentali dei paurosi innamorati.
Sono tornato con la testa piena di immagini che mi viene via la vista a lasciarle andare senza guinzaglio e museruola. L'outside lands festival, il burning man, le strade di San Francisco.
Un pezzo alla volta.

Ho visto INGLORIOUS BASTERDS (ATTENZIONE - piccoli - SPOILER) e nonostante non ci sia un sentimento a pagarlo oro, nemmeno un vero messaggio a dirla tutta, questo è uno dei film più belli che abbia visto di recente.
Sono tre ore e non ti accorgi nemmeno, arrivi alla fine e ti chiedi "come? è già finito?". Attori da brividi, motaggio e piani alla Sergio Leone, musiche e didascalie alla Kill Bill (auto-citato più di una volta e letteralmente), senza un protagonista vero ma con tutti al centro dell'azione, pieno di stasi e movimento, dialoghi feroci e perfetti e lunghi che non te ne accorgi e te li rireciti un secondo dopo e mazzate sui crani nazisti che applaudi come un bambino. E i buoni perdono e i bastardi vincono, da ambo i lati. Be', più o meno. E alla fine, alla fine non ve lo dico quanto si è divertito Tarantino con l'ultima battuta.
Questo film è una cosa come quando sei sotto il sole di Agosto alle due in punto, che preghi per una folata di vento e sudi come una grondaia e hai le labbra così secche che potresti grattuggiarci il tek. E ti portano una coca cola gelata, di quelle con le goccioline fuori che sembra un miraggio. Ecco. Vedere Inglorious Basterds è bersi quella coca cola e dirsi "ne voglio un'altra. Subito. Adesso."
Ovvio, se lo vedrete doppiato in italiano allora vi perderete tutto. Perché nel film si parla in inglese con accenti, perché i francesi e i tedeschi dichiarano di parlare in inglese quando lo fanno e perché Brad Pitt parla in un meraviglioso italiano a un certo punto e questa voglio proprio vedere come la risolvono. Per una volta aspettate il dvd, scaricatelo o cercate uno di quei santi cinema che lo fanno in originale. Per una volta.

Ho visto anche DISTRICT 9 e ho da dire solo questo. La prima metà è come il trailer, poi diventa un brutto film di fantascienza. Ma brutto forte, eh.



Presto comincio la mia mobile-story sul viaggio - poi a un certo punto cerco di capire se è il momento di far cadere la tigre (in senso Biagiano del termine) scopaiola o dobbiamo ancora sorbirci le stronzate di porta a porta & co..

venerdì 26 giugno 2009

Tranquillize


Michael Jackson non c'è più. E non c'è più nemmeno Farah Fawcett.
E non è perché non ci sono più Michael Jackson e Farah Fawcett. È che non c'è più un pezzo della mia infanzia.

Quando ascoltavo thriller, quando tentavo inutilmente di imparare il moonwalk, che non ho mai dimenticato come si faceva ad accendere i marciapiedi e mi sono accorto che se esisteva uno così, uno con la pelle bianca e il volto sfigurato allora c'era spazio per tutte le diversità, allora per l'essere umano c'era ancora speranza. Una speranza nascosta sotto gli alberi delle zucche con gente con le mani di forbice e le teste d'ostrica. Gente con gemelli attaccati al corpo e i piedi da elefante. Francamente la perfezione non l'ho mai sopportata.
E non c'è più Jill delle Charlie's Angels. Questo è.

Quindi io sono cresciuto. Sono grande. E sono all'inferno. Adesso capisco cose che non preferirei non capire. Tipo che si proibisce l'educazione sessuale nelle scuole per ovvi motivi - fino a che punto la chiesa cattolica riesce a farsi tenere la bocca chiusa con queste concessioni? - tipo che la narrativa mondiale ha perso qualsiasi potere di incisione sulla società, qualcuno ce la fa a dire qualcosa di potente o siamo davvero morti? Tipo che non c'è nemmeno uno stronzo che ci guidi, nessun movimento culturale di ribellione che faccia esplodere idee come bombe. Vi siete chiesti in che modo si stanno ribellando gli adolescenti? Dove scaricano, bruciano, deflagrano quell'energia in eccesso che si ritrovano dentro?
Siamo impantanati in un'epidemia di schifosa meschinità. E la crisi, quella vera, deve ancora arrivare. E farà male. Presto ci sarà un sacco di gente a spasso, gente che non si accontenta che vuole ciò che non ha e non sa perché non ce l'ha. Gente incazzata che non saprà cosa farci con quell'incazzatura perché ha passato gli ultimi quindici fottuti anni a sentirsi addormentare i sensi dalle stesse persone, dalla stessa persona. E in quel punto della storia ci sarà spazio per gli estremi, biechi ma ignari sfruttatori che butteranno benzina sulle ceneri. E dio solo sa cosa può succedere. Forse esagero, perché no, ma la mia idea è che se copri la pentola e metti l'acqua a bollire non è che poi l'acqua evapora tutta. Di solito a un certo punto esce dalla pentola. Fa saltare il coperchio. E ti scotti.

Mi sono fatto un paio di domande. Mi sono chiesto perché nessuno dice niente quando un presidente del consiglio di un paese civile si comporta chiaramente come un criminale. Mi sono chiesto come, con tutta l'informazine libera di internet , la chiesa cattolica sia ancora così rispettata nonostante i compromessi cui scende ogni giorno con questo governo che a confronto le indulgenze erano roba sacra. Mi sono chiesto perché la gente di sinistra che conosco attacca la classe politica, disprezza fino a star male il presidente del consiglio e invece la gente di destra che conosco - e quelli che vedo ogni giorno su Facebook - disprezzano la gente di sinistra, la odiano, ci sputano sopra. Non la classe politica di sinistra, la gente. È una differenza mica da poco. E mi sono chiesto cosa devo fare, se in questo momento cercare altro, cercare di andare oltre il guadagno momentaneo, l'appagamento da poco abbia senso. Se non convenga accontentarsi.

E mi sono risposto.




Mia: I never intended to be famous, but I do like being the center of attention. It feels just like I thought it would. Totally f***ing great.
Hank: But it's gonna go away.